No alla piazza coperta all’ex Gesam, assemblea pubblica a San Concordio

L'associazione Amici del Porto della Formica ribadisce la contrarietà ai progetti per il quartiere

Assemblea pubblica giovedì (20 febbraio) per l’associazione Amici del Porto della Formica. L’appuntamento è alle 21 alla biblioteca di via Urbiciani 380 a San Concordio.

Al centro ci saranno la contrarietà al progetto di piazza coperta dell’area ex Gesam e la presentazione di alcune proposte alternative.

“Difendiamo – dicono dall’associazione – il nostro quartiere dai progetti devastanti per il territorio e incompatibili con la salvaguardia dell’ambiente, della natura, della storia e dell’identità dei luoghi: piste ciclabili mal realizzate e pericolose; la costruzione di una scuola superflua nel parco con consumo di suolo; la soppressione di parcheggi, l’artificializzazione delle aree verdi; la paralisi del traffico e l’aumento dell’inquinamento; il degrado della vivibilità”.

“Il più devastante dei progetti – proseguono dall’associazione – è quello che vogliono realizzarew nell’area Gesam: il Comune ha avuto circa 6 milioni di fondi ministeriali e li utilizza per costruire una grande tettoia alta 16 metri e larga in pianta circa 2mila metri quadrati. Lungo via Consani, di fronte al ‘Chiesone’ Gesam bene culturale vincolato di proprietà comunale che sta andando in malora, e in adiacenza alle strutture interrate dell’antico porto fluviale di Lucca, si ergerà una costruzione fuori misura di gusto discutibile e funzione incerta che pregiudicherà in modo irreversibile il recupero del porto e che è stata concepita come un ‘peso’ necessario ad impedire che il piano interrato costruito 10 anni fa si sollevi per la sottospinta della falda”.

“Le nostre proposte alternative – dicono dall’associazione – sono la bonifica dell’area inquinata, il recupero delle strutture murarie del porto, il restauro del Chiesone come spazio ad uso del quartiere, la riduzione dell’impatto del piano interrato e la destinazione a verde e parcheggi di superficie degli spazi residui senza alcuna nuova costruzione”.

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