Lucca celebra i 2200 anni di storia dalla fondazione della colonia latina foto

Eventi e iniziativa per ricordare i due secoli e mezzo della città romana. Da un privato ritrovati resti delle antiche mura

Duemiladuecento anni e una ricorrenza destinata a rimanere scolpita nella memoria collettiva. Lucca è una signora dall’aria antica e imperiosa, a dispetto di una carta d’identità sgualcita. Era il 180 avanti Cristo, non esattamente l’altro ieri, quando la prima colonia latina, che poi si sarebbe evoluta nei secoli nella città che conosciamo oggi, nacque.

Un evento che non può essere passato sottotraccia: per questo – stamani (22 febbraio) a palazzo Orsetti gli assessori alla cultura e alla memoria storica Stefano Ragghianti e Ilaria Vietina, affiancati dall’archeologa Elisabetta Abela, hanno presentato l’idea di un programma ad hoc per celebrare al meglio i ventidue secoli di vita della città romana.

Da semplice avamposto a gioiello incastonato dentro una delle più celebri cinte murare al mondo, il passo è (relativamente) breve: ripercorrere questa vicenda diventa, dunque, quasi un dovere.

“Sarà – commenta Vietina – un compleanno davvero eccezionale. Daremo un’enfasi particolare a questo evento, perché siamo fieri della nostra storia. Per questo cercheremo far convergere su questa straordinaria occasione tante attività che rendono viva la città. Parliamo – precisa – di una vicenda che è connessa intimamente alla nostra identità, perché affonda le sue radici in un percorso che vogliamo scoprire. Ci sono davvero tante cose da dire e da fare, è un tema di grande valore storico e culturale. Che la memoria sia importante, del resto, noi lo abbiamo evidenziato anche istituendo un assessorato ad hoc”.

Il programma, in corso di stesura, dovrebbe vedere i primi eventi in primavera. In particolare, sarà realizzato un logo che caratterizzerà le iniziative, tutte dallo spiccato carattere scientifico, divulgativo e didattico.

Inoltre, in accordo con l’ufficio tutela archeologica della Soprintendenza e il polo museale della Toscana, tra la primavera, l’estate e l’autunno verranno organizzati cicli di conferenze tematiche, visite guidate ai monumenti romani ed agli ultimi scavi archeologici.

Un ruolo importante verrà giocato da Lucca Experience, il docufilm realizzato dal regista Antonio Nardone nel 2019, mentre è in corso di montaggio un nuovo documentario che avrà ad oggetto le ultime acquisizioni della ricerca archeologica, in attesa della pubblicazione di un volume cartaceo, prevista per il 2021. Infine, verrà realizzata una nuova mappa della Lucca romana, che diventerà il principale strumento didattico per le nuove generazioni. I linguaggi, insomma, saranno molteplici.

“Lucca – prosegue Vietina – è un grande libro aperto dove possiamo leggere testimonianze di 2500 anni. Il cuore del centro storico è ancora caratterizzato dalla vie ortogonali della città romana, le mura e i monumenti di quell’epoca sono inglobati nella città attuale. Sarà una grande occasione di riscoperta del nostro patrimonio per gli studenti e, più in generale, per cittadini e turisti”.

Secondo Ragghianti “c’è bisogno di mantenere intatta la memoria storica, in un contesto caratterizzato da flussi turistici molto ampi, che potrebbero portare a smarrirsi. In un frangente in cui la nostra identità è messa a rischio, è importante saper tornare alle origini. L’aspetto storico – scientifico e divulgativo sarà estremamente rilevante”.

Un ruolo da protagonista, in tutto questo, verrà giocato dall’archeologia: “Si tratta di una data lontana nel tempo – l’analisi di Abela – ma nemmeno poi troppo. Indago il sottosuolo di Lucca ormai da vent’anni e vedo quelle strutture romane presenti in tutta la città. L’altro giorno – l’aneddoto – un cittadino ha trovato dei blocchi di calcare in cantina e mi ha chiamato: erano resti delle antiche mura. Non è un caso – rileva – che il vero cuore della città sia piazza san Michele e non il Duomo: era quello l’antico polo cittadino, la piazza più centrale della città”.

Negli ultimi vent’anni, sottolinea con piacere l’archeologa, si è registrato un atteggiamento profondamente diverso da parte della cittadinanza: “C’è molta più sensibilità e voglia di riappropriarsi del proprio passato. Conservarlo però non basta, bisogna riviverlo. Anche grazie alle iniziative dei privati, ci piacerebbe organizzare percorsi in questo senso.
Con Susanna Bianchini – ricorda – su incarico della Soprintendenza lavoriamo alla catalogazione dei reperti che sono stati ritrovati a Lucca: si tratta di migliaia di casse, ospitate nell’area del san Romano”.

Ma i lavori fervono in ogni porzione della città: gli scavi al Battistero di San Giovanni, le analisi al complesso Galli Tassi e nell’area della ex Mazzini sono soltanto alcuni esempi. “Il Comune di Lucca – rimarca Abela – ha portato avanti una politica di tutela encomiabile, in questi anni. Questo ci consente di organizzare una grande celebrazione”.

La storia

La Lucca romana nasce nel secondo secolo avanti Cristo, all’esito dello scontro tra romani e liguri: poiché le popolazioni apuane erano solite sconfinare nei territori del nord ovest dell’Etruria, si decise di creare una nuova colonia e piazzaforte militare nella pianura lucchese.

La colonia fondata nel 180 a. C. era probabilmente popolata da poche migliaia di persone: abitanti locali e liguri che avevano accettao l’integrazione romana, etruschi e coloni provenienti da altre comunità. A questo periodo risale l’impostazione della città e la orima centuriazione della pianura, per poter distribuire i terreni.

La città fu fin da subito dotata di una possente cinta muraria, che la difese per ben 1500 anni.

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