Le imprese ai tempi del coronavirus, continua il monitoraggio di Confartigianato

Tra le più in difficoltà ci sono le aziende che noleggiano strutture per mostre ed eventi

Prosegue il monitoraggio da parte di Confartigianato Lucca degli effetti del coronavirus sul nostro territorio. Ieri (27 febbraio) il direttore Roberto Favilla ha inviato a tutte le aziende iscritte un questionario per avere una conoscenza analitica della situazione in modo da rappresentare, ai più alti livelli, un quadro più possibile attinente alla realtà. Questo consentirà a Confartigianato di chiedere l’adozione di misure anche per le imprese lucchesi in termini di sospensione di pagamento, di possibilità di ricorrere alla cassa integrazione e altre questioni.

“Ciò che ci ha molto sorpreso è stata la pronta risposta delle imprese al nostro questionario – spiega Roberto Favilla -. Alcune risposte provengono da aziende che fanno allestimenti e noleggio di strutture per mostre ed eventi vari e sono quelle più preoccupate. Hanno avuto tantissime disdette, cancellazione di ordini, anche da clienti russi che avevano previsto di organizzare cerimonie ad esempio nella zona del Chianti e che non è che saranno rinviate, non si terranno proprio più, qui in Italia. Alcuni stimano, se dovesse perdurare una tale situazione, un calo del fatturato mensile dell’80 per cento. Gli stessi installatori di impianti sono allarmati, ed anche se non hanno per ora, riscontrato grosse ripercussioni sono consapevoli che perdurando questo stato di crisi il lavoro subirà un calo mediamente tra il 10 per cento e il 20 per cento. Ciò è imputabile come abbiamo già avuto modo di accennare, ad un ritardo o comunque ad una mancata fornitura di materie prime”.

“Sempre per questo ritardo o mancata consegna dei pezzi di ricambio c’è forte preoccupazione nel settore dell’autoriparazione, carrozzerie e meccanici, che per ora non riscontrato un calo dell’attività d’impresa, ma se questa emergenza si prolunga il fatturato mensile subirà una contrazione dal 20 al 50 per cento – prosegue il direttore di Confartigianato -. Le imprese manifatturiere del settore metalmeccanico sono, invece, fortemente preoccupate anche perché alcune di queste vendono i loro prodotti sui mercati esteri. La mancata fornitura di materie prime, la cancellazione di fiere, eventi od altre iniziative, oltre al calo degli ordini per il danno d’immagine che il Paese ha subito, porteranno un calo del fatturato che, secondo questa tipologia di aziende, è ancora troppo presto per poter valutare”.

“Anche nell’edilizia c’è un certo allarmismo nonostante per ora danni non ce ne siano stati, c’è però il timore del calo delle commesse di lavoro, di disagi nella gestione delle trasferte del personale che lavora fuori provincia/regione e il timore della mancanza di materie prime e ciò porterà, sicuramente, ad una riduzione dell’orario di lavoro e ad un calo del fatturato intorno al 20 per cento – va avanti Roberto Favilla -. Gli stessi autotrasportatori sono preoccupati e hanno già registrato un calo dell’attività con mancata o ritardata consegna delle merci al cliente e stimano un decremento del lavoro intorno al 10 per cento”.

“Non va sottovalutata, assolutamente, l’importanza di circoscrivere il più possibile la diffusione del contagio da coronavirus, d’altra parte si tratta di una questione di sanità pubblica che non è di nostra competenza – continua il direttore – e quindi non possiamo entrare nel merito se le misure adottate siano giustificabili ed adeguate al fenomeno occorso; quello che ci preme ora invece sottolineare è di superare questo momento di paura e di sbandamento per rimettere in moto la macchina Paese. E’ vero, abbiamo avuto un shock, ma dobbiamo pensare che la vita continua ed avviarci a riprendere la normalità di sempre. Più rimarremo inerti, sconcertati e più faremo danni, non solo a noi stessi, ma a tutta la collettività. Dobbiamo riboccarci le maniche, ricominciare a lavorare, cercando di recuperare il tempo perso, certo adottando tutte quelle misure precauzionali e limitando quei fattori di rischio che le autorità competenti ci suggeriscono, anche perché finora la nostra sanità è sempre stata considerata un’eccellenza nei confronti di molti altri paesi”.

Ai governanti chiederemo la sospensione del pagamento di mutui, del pagamento dei contributi, delle tasse anche se non ci troviamo nelle zone rosse o gialle, perché le ripercussioni sono anche sulle nostre imprese – conclude Favilla -. Occorre ripartire subito anche per riappropriarci di quella fiducia e di quell’immagine del paese Italia che questo evento ha certamente offuscato, ma non possiamo aspettarci che questo avvenga solo dall’alto, siamo noi che dobbiamo adoperarci per primi”.

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