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Sant’Anna di Stazzema, 50 anni da medaglia d’oro al valor militare con il presidente Mattarella foto

Il numero uno del Quirinale: "La memoria è un virus contro l'odio"

Sant’Anna di Stazzema è una radice della Repubblica. La memoria è un virus contro l’odio, dare  testimonianza fa parte del nostro dovere di solidarietà: avete reso un servizio all’Italia. La Repubblica rinnova la solidarietà a Sant’Anna  di Stazzema”. Si è rivolto ai superstiti della strage nazista del 12 agosto 1944 il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’orazione ufficiale alla Fabbrica dei Diritti, con lo sguardo rivolto verso il futuro, durante la sua vita a Sant’Anna, in occasione del 50esimo anniversario del conferimento al Comune di Stazzema della Medaglia d’oro al valor militare avvenuta il 28 febbraio 1970.

Il capo dello stato è arrivato nel borgo montano di Sant’Anna alle 11,30, come da programma, ed ha deposto un corona di alloro sulla  piazza della Chiesa, al cippo che commemora i 560 civili massacrati  nell’eccidio, tra cui molti bambini. Mattarella ha poi visitato il museo storico della Resistenza accompagnato dal sindaco di Stazzema,  Maurizio Verona, dal prefetto di Lucca, Francesco Esposito, dal  presidente della Provincia di Lucca, Luca Menesini, dal presidente del consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani, e da Enrico Pieri,  superstite e presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna.

La Fabbrica dei Diritti ha ospitato la cerimonia, nella quale sono  intervenuti il sindaco Maurizio Verona, Pieri e lo storico Paolo Pezzino, presidente del comitato scientifico del museo storico di Sant’Anna di Stazzema.

Dopo aver offerto una ricostruzione storica della stragenazista, il professor Pezzino ha detto: “Dopo la fine del conflitto la memoria dei superstiti è rimasta isolata da quella della comunità nazionale, chiusa in un dolore incomunicabile. La causa principale di questo sentimento va ricercata nella mancata giustizia: un’inchiesta  dell’esercito statunitense aveva, subito dopo i fatti, correttamente individuato il reparto tedesco responsabile, ma nessuno è stato per decenni chiamato a rispondere in tribunale di quanto è stato perpetrato a Sant’Anna, tranne il generale Simon, condannato a morte a Padova nel 1947 da una corte militare inglese, ma liberato dopo aver scontato pochi anni di carcere, e Walter Reder, che fu tuttavia  giustamente assolto dal tribunale militare di Bologna dall’accusa di avere comandato e diretto la strage”.

“Solo all’inizio del nuovo millennio, a oltre mezzo secolo dagli  avvenimenti – ha evidenziato Pezzino – la procura militare della Spezia, diretta da Marco De Paolis, ha meritoriamente cominciato a  indagare nuovamente sulla strage, e solo nel 2005 il tribunale  militare ha pronunciato una sentenza di condanna per alcune Ss imputate“.

Nella Fabbrica dei Diritti è stata allestita un’esposizione per la commemorazione dei 50 anni dal conferimento della medaglia d’oro descrivendo Sant’Anna come luogo di memoria e di riflessione: “Una storia affacciata sul futuro”.

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