Decreto per le imprese, Conte: “400 miliardi di euro per la liquidità”

Il premier: "Sbloccato quasi metà del nostro Pil". Sospesi altri pagamenti. Per la fase due "una data è prematura"

Liquidità immediata alle imprese per 400 miliardi di euro, sotto varie forme, compresi i prestiti garantiti. Questa la misura più corposa introdotta nel decreto per le imprese licenziato in serata dal consiglio dei ministri in cui sono stati deliberati anche la sospensione di vari pagamenti fiscali e contributivi anche per i mesi di aprile e di maggio.

Con il decreto di aprile, ha spiegato il ministro dell’economia Roberto Gualtieri, ci saranno 30 miliardi per le garanzie per i prestiti alle imprese “per preservare il sistema produttivo ed aiutarlo ad affrontare un momento difficile e di sostenerlo per il rilancio”.

“Dal decreto di oggi – ha spiegato il premier Giuseppe Conte – arrivano 400 miliardi  di liquidità per le imprese, con il CuraItalia ne avevamo liberati 350. Parliamo di 750 miliardi, quasi la metà del nostro Pil. Lo Stato c’è e mette subito la sua potenza di fuoco nel motore dell’economia.  Quando si rialza l’Italia corre”.

“Con il dl di marzo – ha detto in conferenza – abbiamo fatto un primo intervento, adesso interveniamo con questa potenza enorme per assicurare liquidità alle imprese. Stiamo lavorando per un intervento molto più corposo da realizzare questo mese per tutte le categorie in sofferenza. Lavoriamo in questa direzione, ci saranno strumenti di protezione sociale e tutte le persone più vulnerabili, lavoriamo anche per provvedimenti di più ampia prospettiva”.

Si parla anche del decreto CuraItalia e dello sblocco delle risorse già garantite a marzo: “Ci siamo subito adoperati a premurati perché tutti possano avere quanto prima le somme previste dal dl Cura Italia. Ora c’è stato un sovraccarico del sistema informatico dell’Inps, ci siamo premurati affinché tutto possa svolgersi nel migliore dei modi. Dall’Inps mi assicurano che stanno lavorando per processare tutte le domande quanto prima, avevo chiesto uno sforzo collettivo affinché l’erogazione delle somme potesse avvenire prima del 15 aprile. Sono fiducioso che ciò possa accadere anche prima del 15 aprile“.

Il premier ha anche parlato delle prospettive future e di una possibile imminente fase due: “Non ci sono le condizioni – ha detto – di anticipare una data. Ci stiamo confrontando con gli esperti e ci riserviamo di seguire con loro l’evoluzione della curva. Anticipare ora sarebbe però una cosa priva di fondamento. Quello che è certo è che con l’allentamento delle misure ci saranno protocolli di sicurezza, alcuni dei quali già sperimentati nelle attività produttive rimaste aperte”.

Infine un cenno sugli strumenti finanziari europei. “Mes no, eurobond sicuramente sì – ha detto – Il Mes è assolutamente inadeguato. Gli eurobond sono la soluzione: una risposta seria, efficace, adeguata al momento che stiamo vivendo. Su questo io e Gualtieri la pensiamo allo stesso modo“. Aggiunge poi il premier: “All’inizio mi hanno suggerito di non fare la battaglia sugli eurobond perchè dicevano che sono  irrealistici. Ma quando si difende un paese non si fanno calcoli. Io sono convinto che la storia è con noi e vedremo alla fine la storia quale piega prenderà”.

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