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Panchieri (Pd): “Sostegno ai negozi. Si pensi al ritorno del mercato ai Bacchettoni”

Il segretario del circolo centro storico alla vigilia delle riaperture: "La situazione è delicata"

Riaperture da domani (18 maggio), sul tema interviene il segretario del circolo Pd del centro storico, Roberto Panchieri.

“Da domani – dice – anche nel centro storico il commercio si rialza e prova di nuovo a camminare sulle proprie gambe. La situazione è molto difficile, soprattutto sul piano psicologico. È duro trovare la motivazione per rialzare le saracinesche. Ci sarà bisogno della collaborazione di tutti. I lucchesi, dopo più di due mesi di forzata clausura, dovranno uscire dalle loro case, guardare le vetrine, entrare e fare acquisti, perchè c’è bisogno di uno scossone immediato”.

“Non per tutti i settori commerciali la situazione è la medesima – prosegue Panchieri – I negozi alimentari e di frutta e verdura hanno continuato il loro lavoro, hanno svolto persino una funzione sociale ed hanno affinato le loro capacità. Possono, paradossalmente, uscire più forti e robusti da questa drammatica esperienza. Il settore dell’abbigliamento e delle calzature ha, invece, davanti a sè un periodo arduo in cui dovrà anche fare delle scelte, ponendo sempre al centro la qualità dell’offerta”.

“Alcune di queste scelte – commenta – con l’avanzare impetuoso dell’e-commerce, sono improcrastinabili, indipendendentemente dal virus. Occorrerà sempre di più diversificare e caratterizzare l’offerta. I negozi monomarca e quelli legati alle catene commerciali hanno le spalle più robuste per reggere, per altri conterà anche la dimensione del fondo in cui è ospitata l’attività. Si dovrà ricorrere sempre più alla inventiva, alla creatività ed al gusto sull’esempio dell’esperienza dei concept store, per contribuire a fare del centro storico un riferimento attrattivo di avanguardia per l’intero territorio”.

“Molto delicata, di certo, la situazione della ristorazione, bar, pasticceria – prosegue la nota – Qui contano molto le dimensioni e gli spazi esterni da poter utilizzare. Ci vuole subito comprensione e buon senso: certamente una intelligente dilatazione del suolo pubblico, ove possibile, può contribuire ad attutire la durezza del primo impatto. Tuttavia è possibile che la caduta del turismo e le ridotte dimensioni costringeranno alcune attività alla resa. Questo sarà il prezzo più doloroso che la pandemia farà pagare al sistema commercio nel centro storico. Ci sarà bisogno di sostegno alle persone e di riorientamento di alcune funzioni. L’amministrazione comunale dovrà fornire tutto l’aiuto necessario potenziando e semplificando il più possibile l’attività degli uffici addetti al settore, cercando, in accordo con le associazioni di categoria, le migliori soluzioni”.

“Al contempo – conclude – sarà utile pensare ad un riposizionamento nel centro storico di alcune attività di artigianato di qualità che contemperino produzione e vendita al dettaglio. Su tutto, ovviamente, la necessità di ridiscutere i contratti di affitto, per evitare che gli sforzi messi in atto da tanti possano essere vanificati dall’assurdo peso delle rendita. I tempi devono cambiare per tutti. Un’ultima considerazione-proposta: perchè non pensare di riportare in città, in via Bacchettoni il sabato il mercato ambulante di piazzale don Baroni? A tutti, anche alle oppposizioni, è richiesto un sussulto di concretezza e di produzione di idee attuabili. Non è questo il tempo delle posizioni ideologiche, delle astrattezze, delle fumisterie e delle polemichette”.

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