‘Giungla’, buona la prima all’orto botanico: nel 2021 la rassegna punta a diventare internazionale

Successo da 120 persone per la tre giorni dedicata ad arte e filosofia. Ma il progetto va avanti

Incontri sold out (nel rispetto delle norme anticovid), boom di followers su Instagram e tanti spunti di riflessione, anche per i più giovani: è stata un vero e proprio successo la prima edizione di Giungla, la rassegna organizzata dall’associazione di promozione sociale Sofa con il patrocinio del comune di Lucca e il contributo della Fondazione Banca del Monte.

‘Giungla’, all’Orto botanico al via la tre giorni dedicata all’arte contemporanea

Una tre giorni – ospitata all’interno dei sotterranei dell’orto botanico e svolta prima dell’attuale Dpcm – di dedicata all’arte contemporanea e alla filosofia, che ha visto la presenza di oltre 120 persone.

Irene Panzani, presidentessa dell’associazione di promozione sociale e curatrice della rassegna d’arte, racconta com’è nata la manifestazione: “Giungla edizione zero nasce da una serie di coincidenze. Nel 2017 con S.O.F.A. per la Notte dei Musei, abbiamo realizzato una visita serale dell’orto botanico con l’ascolto di un racconto di Lucida Mansi che è accessibile a tutti tramite la nostra piattaforma www.soundoc.it. In quella occasione erano presenti due amici artisti, diventati poi soci dell’associazione, Alessandro Nucci e Jennyfer Haddad. Vedemmo insieme la serra dell’orto e ne rimanemmo incantati: volevamo organizzare un progetto di arte contemporanea lì dentro. Poi incontrai Giulia Perelli e mi parlò della sua Installazione Un Bel Niente N. e le dissi che la serra sarebbe stata perfetta per un’opera del genere”.

“Nel 2019 – prosegue Irene Panzani – siamo riuscite con Giulia a produrre un suo spettacolo, Vivere qui, grazie al contributo della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Il dialogo con la Fondazione è proseguito, grazie all’interesse e alla disponibilità di Elena Cosimini e Giuseppe Bartelloni. Abbiamo così costruito Giungla, pensandola per la serra, nel mese di giugno 2020 con un’esposizione collettiva seguita dall’installazione immersiva e da una serie di incontri. Poi è arrivato il Covid-19. Ho pensato di annullare vista l’incertezza ma poi parlando con i soci di S.O.F.A. ci siamo detti che avremmo dovuto provare almeno a realizzare una preview. Abbiamo ridotto, posticipato e spostato GIungla nei sotterranei del Baluardo S. Regolo, sempre dentro l’orto botanico e con fatica ma soddisfazione siamo riuscite a proporre questa Edizione Zero”.

Una prima edizione di assoluto successo: “È stato un bel punto di partenza – dice soddisfatta Irene Panzani -, la partecipazione è stata grande, visti anche i limiti imposti dalle misure anti-covid. Per gli incontri del sabato pomeriggio avevamo considerato 40 posti oltre quelli di noi del team e sono andati sold out. Allo stesso modo, i laboratori filosofici per bambini hanno riscosso successo ed i genitori ci hanno chiesto quando li avremmo rifatti. In totale, in tre giorni di Giungla, abbiamo visto passare più di 120 persone e considerate le contingenze attuali ed il fatto che si trattava di una prima, per di più di una rassegna di arte contemporanea e filosofia, temi non propriamente Pop, ci sembra un gran bel successo. La pagina Instagram, in meno di tre settimane ha raggiunto 216 followers. Siamo stati menzionati da una rinomata galleria d’arte contemporanea T293, che rappresenta Caroline Mesquita, una delle artiste presentate nel ciclo di video curato da VIdeodrome Paris. Il post di T293 è stato poi ripreso da un account newyorkese di arte, con più di 9000 followers. Questo per dire che Giungla ha già le caratteristiche per diventare un’iniziativa di carattere internazionale”.

Si pensa già alla prossima edizione: “Quest’anno – racconta Panzani -, le scarse risorse economiche e di tempo non ci hanno consentito di comunicare anche in inglese ma è nostra intenzione farlo già dal 2021. All’interno di S.O.F.A., le fondatrici ma anche molti dei soci, fanno parte del circuito culturale e artistico italiano con contatti all’estero, soprattutto in Francia, Belgio, Turchia e Usa. Questa è la nostra forza e ci permette di accogliere proposte e promuovere la produzione artistica di coloro che non hanno una carriera ancora solida. D’altra parte, con gli incontri, possiamo dar voce a tanti ricercatori ed artisti fuori dal mondo dell’Accademia, cercando di avvicinare un pubblico giovane su temi trasversali. Quest’anno per esempio Tommaso Guariento ci ha parlato di giardini toccando poi forme come i videogames o i parchi di divertimenti. Cercare di attirare i giovani proprio su soggetti che riguardano il loro oggi, utilizzandoli come strumenti per ampliare il discorso e farli riflettere è uno dei nostri obiettivi principali.”

“Adesso stiamo stringendo contatti con altre associazioni locali che si occupano di filosofia, sostenibilità ambientale e via dicendo – conclude Irene Panzani -. Vogliamo avviare un dialogo con le università in modo da coinvolgere giovani laureandi o neolaureati nella programmazione delle prossime edizioni. C’è una freschezza nel loro pensiero che spesso non si coglie ed è la loro freschezza ed energia che invece può essere motore di una cultura che veda nella continuità tra passato e futuro la sua ragion d’essere”.

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