Morto Aldo Tambellini, pioniere del cinema sperimentale

Originario di Lucca è scomparso a 90 anni: l'omaggio degli organizzatori del Lucca Film Festival e Europa Cinema

“È stato un poeta e un pioniere del cinema sperimentale le cui opere innovative hanno esteso gli orizzonti della settima arte”. Così gli organizzatori del Lucca Film Festival e Europa Cinema, si aggiungono al cordoglio dell’artista Aldo Tambellini, originario di Lucca, scomparso proprio in questi giorni, omaggiato dal festival nel 2007 con una mostra e con le proiezioni dei suoi lavori.

Aldo Tambellini cinema sperimentale

Videoartista e film-maker, tra i cineasti sperimentali più influenti al mondo, esponente di spicco dell’avanguardia artistica statunitense degli anni Sessanta e Settanta, Aldo Tambellini è morto il 12 novembre, a 90 anni. Leggenda dell’expanded cinema, nato a Syracuse nel 1930 (New York) e poi cresciuto a Lucca dove si era trasferito da piccolissimo con i genitori, si è formato alla liceo artistico Passaglia. Torna in America dove nel 1946, a New York, si è laureato all’università di Syracuse ed è diventato in breve tempo l’animatore della scena artistica sperimentale aprendo anche il primo luogo al mondo dedicato al cinema di avanguardia il Black Gate Theatre nel Lower East Side.

Esponente di spicco della cultura underground statunitense, nel 2007 il Lucca Film Festival ha omaggiato Tambellini con una retrospettiva e una mostra realizzata presso il liceo artistico Passaglia, realizzata grazie ai contributi e al sostegno di tanti lucchesi fra cui anche Paolo Emilio Antognoli e Alessandro Romanini e Federico Ghivizzani – che hanno saputo valorizzare la figura di questo grande arti

Le ricerche che hanno portato alla riscoperta del patrimonio dell’archivio di Aldo Tambellini sono state condotte su iniziativa di Anna Salamone, moglie dell’artista ed executive director della fondazione Aldo Tambellini Art Foundation. “A lei – dicono gli organizzatori del festival – va il nostro primo ringraziamento per aver portato Aldo a Lucca e per aver sostenuto gli artisti e curatori Pia Bolognesi e Giulio Bursi (Atelier Impopulaire), che hanno reso possibile una riscoperta critica della produzione di Aldo e un suo riconoscimento fra i grandi artisti contemporanei, realizzando insieme a lui mostre e nuove produzioni per la Tate Modern, Moma Ny, Centre Pompidou e Biennale di Venezia”.

 

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