Caso Pantaleoni, al via il processo contro il poliziotto lucchese arrestato dalla Mobile

Il legale, avvocato Giovanni Cantelli: "Dimostreremo la sua innocenza"

Inizia domani (17 novembre) al tribunale di Pistoia  il processo per Gianluca Pantaleoni, ex comandante ad interim del distaccamento della polizia stradale di Viareggio,  arrestato nel dicembre dello scorso anno dalla squadra mobile pistoiese, diretta dal dottor Antonio Fusco, quando lo stesso era aggregato alla sottosezione di Montecatini Terme, pur essendo ancora in forza al comando provinciale di Lucca.

“Riproporremo l’eccezione di incompetenza territoriale, già sollevata ma respinta dal gip, perchè il processo venga celebrato nella aule del tribunale di Lucca –  fa sapere il nuovo legale, avvocato Giovanni Cantelli del foro di Napoli nord, che succede ai precedenti legali, Cristiano Baroni e Riccardo Carloni del foro di Lucca e avvocati Antonio Olmi e Massimiliano Palena del foro di Firenze. Una richiesta, questa, basata sul fatto che uno dei reati contestati al poliziotto della Stradale, quello di riciclaggio, il più grave, si sia consumato a Lucca, almeno il primo episodio, luogo, questo, dove Pantaleoni aveva, e ha tuttora, residenza e domicilio. “Durante il dibattimento – aggiunge il legale partenopeo – dimostreremo la totale estraneita ai fatti contestati, e l’innocenza di Pantaleoni. Innocenza sempre proclamata dallo stesso sin dall’interrogatorio di garanzia”.

Gianluca Pantaleoni, prima associato al carcere di Pistoia, poi trasferito a quello fiorentino di Sollicciano, e rimasto fino ad ora ai domiciliari con tanto di braccialetto elettronico,  ispettore della Polstrada e segretario nazionale del sindacato Uil Polizia, è accusato di una serie di reati: circonvenzione di incapace, riciclaggio, truffa e certificazioni false, corruzione per asservimento della funzione, traffico di influenze illecite, riciclaggio e autoriciclaggio e peculato. Tra le accuse mosse c’è anche quella di aver “tradito” i sui colleghi, fornendo, in cambio di favori i numeri delle targhe, i modelli e il colore delle auto civetta della questura di Pistoia.

L’indagine, che conta oltre 3mila pagine tra intercettazioni telefoniche e ambientali, portata avanti dagli investigatori della Mobile di Pistoia era iniziata a seguito di una segnalazione di anomali giri di denaro sui suoi conti correnti: circa 900.000 in tre anni.

Il vizio del gioco, una ludopatia compulsiva – anche se una perizia in tal senso non è stata mai autorizzata – sarebbe stata alla base della sua continua ricerca di denaro, avuto, secondo l’accusa, anche da malavitosi. Poi l’aver approfittato di una donna ipovedente, che si è costituita parte civile per il risarcimento dei danni, innamorata di Pantaleoni, che gli avrebbe dato 180mila euro.

Convinto della sua innocenza, oltre che certo di poter dimostrare in aula la sua totale estraneità ai fatti contestati, Gianluca Pantaleoni, con il suo legale avvocato Giovanni Cantelli ha scelto il dibattimento, rinunciando a riti alternativi.

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