Il Gatto della Versilia compie 80 anni: auguri al maresciallo Giulio Lazzeri

Di lui si ricordano tante vicende di cronaca nera, prima tra tutte quella della "Circe" di Forte dei Marmi, al secolo Maria Luigia Redoli, arrestata dal maresciallo nel 1989

Compirà domani (22 novembre) 80 anni il maresciallo dei carabinieri Giulio Lazzeri. Un personaggio noto e amato non solo a Viareggio, ma in tutta la Versilia.

Il maresciallo era entrato nell’Arma nel 1960 e, a Viareggio, dove era arrivato nel 1977, è stato comandante del nucleo operativo, quando ancora la caserma era in piazza Mazzini.  Di lui si ricordano tante vicende di cronaca nera, prima tra tutte quella della “Circe” di Forte dei Marmi, al secolo Maria Luigia Redoli, arrestata proprio da Giulio Lazzeri.  Era fredda e impassibile, raccontava sempre ricordando il fatto di sangue che ha visto la Redoli assolta in primo grado a Lucca poi condannata in Corte d’Appello a Firenze e in Cassazione, per il delitto del marito avvenuto nel luglio del 1989. Una storia “maledetta”, raccontata da tutta la stampa dell’epoca, e tema di programmi televisivi anche a livello nazionale, il giallo della Versilia, con lei e il giovane amante, Carlo Cappelletti, ex carabiniere a cavallo e macellaio, accusati di aver ucciso nel garage della villa a Forte dei Marmi il ricchissimo consorte di Maria Luigia, il mediatore immobiliare Luciano Iacopi, la notte tra il 16 e il 17 luglio del 1989. L’uomo fu trovato assassinato, in una pozza di sangue, con 17 coltellate. Una notte, quella dell’omicidio, trascorsa dalla coppia in un noto locale della Versilia by night. E proprio la porta del garage, trovata chiusa, con la donna, unica persona ad avere la chiave, fu l’elemento di prova – come ha sempre confermato il maresciallo Giulio Lazzeri: una sorta, per gli inquirenti, di errore fatale. Poi i maghi, ai quali dalle intercettazioni telefoniche, si scoprì che la Circe si era rivolta per ottenere una fattura a morte, e i 15 milioni di vecchie lire consegnati per trovare un killer. L’indagine condotta dai carabinieri, con alla guida Lazzeri e coordinata dall’allora pm lucchese dottor Domenico Manzione,  culminò con un arresto che fece clamore. I due, lei affascinante ed eccentrica 50enne, vistosa e aggressiva, bionda platino e occhialoni scuri, e amante della magia, lui molto più giovane, furono visti come la coppia diabolica, nonostante entrambi abbiano sempre proclamato la loro innocenza. Ma Lazzeri, come sempre ribadito, mai ha dubitato della loro colpevolezza. Anche oggi, che la Circe, scarcerata, dopo aver scontato la sua pena, è morta.

In pensione dal lontano 22 novembre del 2002, da allora così come quando era in servizio, il maresciallo Lazzeri ha continuato ad aiutare il prossimo, mettendo su un centro di ascolto nella parrocchia della sua comunità, al quartiere La Migliarina a Viareggio, oltre alle decine e decine di persone che vanno a trovarlo sistematicamente a casa per chiedere un consiglio o un aiuto. Subito dopo il pensionamento, per diversi anni, è stato anche a capo della sicurezza ai corsi del Carnevale.

Come non ricordare il suo libro? Ne Il gatto della versilia Lazzeri racconta degli episodi della sua vita, dalla Sardegna fino alla “sua” Versilia. Scrittura e non solo, visto che, negli ultimi anni, si è dedicato ai disegni, in chiave fumettistica – umoristica, raccontando,  appunto tramite un fumetto,  episodi di cronaca, partecipando anche al premio Stellina che si svolge a villa Borbone a Viareggio.

Negli ultimi anni però, fra le sue molteplici attività, quella alla quale ha dedicato sicuramente di più anima e corpo è stata senza dubbio quella di nonno a tempo pieno e insieme alla nonna Giuseppina, hanno guardato  e guardano, (covid permettendo), i loro 5 nipoti.

“Per noi figli, così come per tante persone di Viareggio – commenta la sua prole, facendo gli auguri al genitore –  il babbo è un’ancora, e noi siamo fieri se possibile di camminare sulle sue orme”.

A Giulio Lazzeri anche gli auguri della redazione di Lucca in Diretta.

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