Toscana zona rossa, Cassazione off limits per i familiari delle vittime della strage di Viareggio

Il Mondo che Vorrei chiede di poter assistere almeno via web all'udienza o di rinviare

I familiari delle vittime della strage di Viareggio non potranno andare a Roma, per essere presenti alle udienze in Cassazione fissate per il 2, 3 e 4 dicembre.

Una imposizione dovuta all’emergenza Covid 19, e alla zona rossa che interessa la Toscana e impedisce ogni spostamento a meno che non si tratti di esigenze di lavoro, motivi di salute e necessità.

Dopo 11 anni da quella notte d’inferno, quando un treno merci carico di gpl deragliò alla stazione di Viareggio seminando distruzione e morte, con un intero quartiere, in via Ponchielli, raso al suolo dal fuoco e 32 persone arse vive, morte con atroci sofferenze, i familiari, riuniti nell’associazione Il Mondo che Vorrei, pur riconoscendo le limitazioni imposte a causa della pandemia, si sentono feriti e hanno scritto una lettera aperta.

“Undici anni, una vita sospesa – si legge nelle righe inviate al governo –  un dolore che avvolge tutto e tutti. Non si può mai ricominciare, non si può ricominciare perché prima dobbiamo seppellire quelle bare bianche, non si può ricominciare perché poi devono essere superate le proprie menomazioni fisiche date dal fuoco, non si può ricominciare perché si devono aspettare gli indagati, non si può ricominciare perché c’è l’incidente probatorio, non si può ricominciare perché c’è l’udienza preliminare, non si può ricominciare perché c’è il dibattimento di primo grado, non si può ricominciare perché c’è l’Appello, non si può ricominciare perché si deve aspettare la Cassazione… e per cosa? Noi non possiamo mai ricominciare, noi siamo stati puniti a vita!”

E’ così che si sentono, ed è così che hanno affrontato ogni volta, con dignità e rispetto, le otre 150 udienze dei due gradi di giudizio: “Ma almeno eravamo presenti – spiega il presidente Marco Piagentini che nella strage di Viareggio ha perso la moglie e due bimbi piccoli – Vorremmo continuare ad esserci con la stessa dignità”.

“Adesso tocca a voi dimostrare rispetto e dignità – prosegue la lettera – perché noi familiari delle vittime della strage del 29 giugno 2009 a Viareggio non abbiamo altro, già… le Istituzioni. Istituzioni che spesso hanno deluso, mancato e a volte girato le spalle a tanti di noi. Ora le richiamiamo al proprio dovere, le richiamiamo ad uno sforzo di comprensione, di dignità, di verità e di rispetto verso i propri cittadini. Sappiamo bene quanto questo periodo sia difficile per tutti, ma non impediteci di poter essere presenti davanti alla Corte di Cassazione o di poter seguire via web quello che verrà discusso in quell’aula, non privateci della dignità di esserci. Vorremmo ricordare che in quell’aula, in quei giorni, tutto sarà detto e tutto esisterà perché 32 persone, 11 anni fa sono state bruciate vive…e loro non potranno mai più ricominciare”.

Nel frattempo i legali hanno comunque richiesto ai giudici della suprema corte un rinvio, visto che la Toscana dal 4 dicembre prossimo dovrebbe passare in zona arancione, e poi diventare zona gialla, e i familiari attendono la risposta.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.