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Balli in piazza nonostante i divieti, Vcs: “Colpa del permissivismo del Comune”

Il comitato: "Si vuole chiudere il cancello quando i buoi sono ormai scappati. Si è dato ai giovani l'impressione di fare qualunque cosa"

“Per quale motivo i giovani che si sono trovati a Portone dei Borghi avrebbero dovuto avvertire la responsabilità di rispettare le regole?
Questa amministrazione ha trasformato il centro storico nel paese dei balocchi dando loro l’impressione di poter fare quello che vogliono senza limite alcuno”. La pensa così Vivere il Centro Storico, che interviene sui fatti di venerdì in città.

“Sotto il mandato dell’assessore Raspini – dice Vcs – il divieto di bivacco è stato annullato e quindi le zone intorno ai locali notturni sono diventate zone franche dove tutto è permesso, con rumore fino alle prime ore dell’alba, rifiuti per la strada, puzzo di vomito e urina. I controlli dei vigili sono scarsi e diventano inesistenti dopo l’una di notte a causa della riduzione di organico che l’assessore Raspini ha ritenuto di dover operare”.

“Durante l’estate – prosegue Vcs – si adotta una ridicola ordinanza che vieta il consumo di alcool sulla pubblica via solo se questo è contenuto in recipienti di vetro o di metallo, come se una volta messo nel bicchiere di plastica il vino diventasse acqua benedetta e non facesse più ubriacare nessuno. Durante la scorsa primavera, solo per aver segnalato che alcuni sbandati si sedevano sulle sedie lasciate incustodite fuori dei bar lasciando al suolo i loro “ricordini organici” ben due assessori ci hanno colpevolizzato e ridicolizzato a mezzo stampa, salvo poi ammettere che ciò infrangeva il regolamento vigente. Durante il rilevamento acustico effettuato durante una notte bianca i tecnici dell’Arpat rilevarono un livello acustico talmente elevato da produrre danni alla salute chiedendo l intervento urgente della municipale che però non ebbe luogo”.

La sensazione di “dovuta impunità” da parte dei giovani frequentatori dei locali – dice ancora il comitato – è talmente diffusa che, di recente, la semplice richiesta di documenti da parte di una pattuglia di vigilesse ad un gruppo di giovani seduti ai tavoli di un bar è stata ritenuta un affronto.  In questo contesto dove da anni il Comune ha cancellato regole basilari e non si preoccupa abbastanza di far osservare quelle che restano, si è dato ai giovani l’impressione di poter fare qualsiasi cosa essi desiderano nella più totale assenza di regole. Come si può chiedere loro, tutto ad un tratto, un comportamento responsabile? Quale esempio gli è stato dato? Come possono pensare che avvicinarsi alla soglia dei centomila decessi per un virus, che peraltro li tocca in minima parte perché colpisce soprattutto la fascia più alta d’età, sia un motivo sufficiente per rispettare le regole, considerato che a questo non sono più abituati”.

Ci sembra di voler chiudere il cancello quando i buoi sono scappati – è il commento finale – Evitiamo di parlare poi di quei consiglieri di minoranza che facevano parte della commissione che ha redatto il nuovo regolamento di polizia locale e che adesso si permettono di intervenire nelle vesti di moralizzatori, avanzando proposte come quella di obbligare i partecipanti alla “festa” a fare il tampone, oppure quell’altro che condanna il sindaco di Lucca per non aver limitato gli sbarchi a Lampedusa. Se questa è l’opposizione non c’è da stare allegri”.

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