Quantcast

Viareggio zona rossa e Versilia arancione. Zucconi a Giani: “Su quali basi si è deciso?”

Il parlamentare di Fratelli d'Italia: "Ci saremmo aspettati una valutazione unica"

“Il presidente della Regione Eugenio Giani ci spieghi come mai in Versilia ci siano classificazioni diverse a fronte di dati di contagio superiori alla soglia di pericolo e al fatto che unico è il presidio sanitario interessato e cioè proprio l’Ospedale Versilia”. Lo chiede il deputato viareggino di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi.

“In Versilia – aggiunge –  le persone si spostano quotidianamente per lavoro o studio fra un comune e l’altro , la Versilia è per molti versi una zona omogenea, ma a fronte di dati che indicano il superamento della soglia dei 250 contagi, le zone sono applicate a macchia di leopardo con danni evidenti di immagine, per la vita dei cittadini e con pesanti ripercussioni economiche per l’unico comune, quello di Viareggio, che ha compiuto scelte diverse da altri.  Sappiamo che negli ultimi giorni alcuni comuni, come quello di Viareggio,  sono rimasti abbondantemente sopra il limite di 250, come del resto la media di tutta la Versilia: un dato importante, che ha messo subito in allarme per il rischio di sovraffollare ed intasare l’Ospedale Unico della Versilia, il presidio sanitario cui fanno riferimento tutti e sette i comuni del territorio”.

“Ci saremmo dunque aspettati una valutazione unica sui rischi effettivi, come previsto dalla normativa vigente, invece l’unico è stato Viareggio- prosegue – con tutte le difficoltà che questo comporta, a partire dalla chiusura di tutte le attività e delle scuole: chi risarcirà dei disagi gli studenti, i lavoratori, le aziende per questo danno in esclusiva?   Vogliamo capire quali sono stati i criteri di chiusura e quelli che invece permettono di rimanere in zona arancione: il tetto prefissato è quello di 250 casi a settimana o no? Qui non siamo in Siberia dove fra una città e l’altra ci sono centinaia di chilometri. Non è che l’Amministrazione Viareggio paghi, anzi faccia pagare a tutti i cittadini, il mancato controllo su focolai e ora debba dimostrare di essere, a futura memoria, la più restrittiva?”

“Poi non vedo perché comuni limitrofi, che convergono oltretutto nello stesso presidio sanitario che cerchiamo in tutti i modi di salvaguardare, debbano avere due criteri diversi di interpretazione. – conclude Zucconi – L’ultima decisione sui colori dei comuni spetta ai sindaci appunto, ma è altrettanto vero che in questo caso Giani dovrà assumersi le proprie responsabilità, spiegandoci come mai comuni limitrofi, con limiti superiori al tetto massimo, abbiano colori diversi e soprattutto come possa accettare un’assurdità come questa. Qui non è in ballo la politica, anche Ettore Neri segnala giustamente questa assurdità. Sono in discussione la buona amministrazione e il rispetto delle comunità”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.