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Si alla ciclovia alla Lecciona: approvato in consiglio comunale il percorso retrodunale

In assise 15 voti a favore, 5 astenuti e 3 contrari

Approvato dal consiglio comunale con 15 voti a favore, 5 astenuti e 3 contrari, il percorso ciclabile Tirrenica, nella zona retrodunale naturale della Lecciona che attraverso la Marina di Levante raggiunge la Marina di Torre del Lago, e consente al ciclista di transitare in completa sicurezza potendo godere delle peculiarità di un’area protetta.

“Un percorso di fatto già esistente – sottolinea l’assessore Pierucci – su un sentiero in terra battuta largo 2 metri e mezzo e lungo 2 chilometri e 400 metri: un’ipotesi progettuale dovrà ovviamente essere condivisa anche con l’Ente Parco”.

Come si ricorderà, il progetto prende il via da un protocollo d’Intesa firmato nel 2016 tra Regione Lazio, Regione Liguria e Regione Toscana che definisce la Ciclovia Tirrenica come strategica per lo sviluppo integrato della mobilità e del turismo sostenibili: un tracciato che permette di raggiungere, su due ruote, Roma partendo dal confine francese. Ha una lunghezza complessiva di 1200 chilometri, 560 dei quali, in Toscana. Nel territorio del Comune di Viareggio in tutto sono circa 12 chilometri e resta da completare l’individuazione del tracciato compreso tra Viareggio e Torre del Lago.

Perchè una ciclovia sia qualitativa ha necessità di adempiere ad alcuni parametri: la separazione dal traffico motorizzato è sicuramente un dato qualificante. Idealmente un percorso per cicloturismo dovrebbe svilupparsi per la sua totalità in sede propria, accettando per alcuni tratti l’uso di piste ciclabili in prossimità di vie trafficate ma riducendo al minimo la condizione di condivisione della sede stradale col traffico veicolare.

Poi il silenzio del percorso: la presenza di traffico motorizzato danneggia la qualità del percorso in molti modi, non soltanto per la sua pericolosità. La presenza di rumore e di gas di scarico rendono i percorsi in prossimità del traffico veicolare spiacevoli, anche in presenza di una sede viaria separata.

Ultimo punto chiave e fattore qualificante nell’interesse di una ciclovia è rappresentato dal contesto, ovvero dalla qualità dei luoghi attraversati e dalla loro particolarità.

“Importante e imprescindibile per la valutazione del percorso proposto – sottolinea Pierucci -, è stata l’analisi di ciò che spinge il viaggiatore a transitare lungo una ciclovia piuttosto che un’altra: il cicloamatore o il runner tendono a cercare non un mero trasferimento da un punto all’altro, ma un accrescimento sportivo corredato da un ambiente salubre oltre che in sicurezza, un tratto di strada silenzioso e motivazionale. Tutto ciò presuppone una particolare attenzione della conservazione ambientale che si dettaglia anzitutto in accorgimenti progettuali specifici”.

Un percorso alternativo – si legge nel progetto preparato dall’amministrazione lontano dalla viabilità ordinaria e quindi più salubre che vede mantenuto lo stato attuale della carreggiata in terra naturale. Sarà possibile attraversare diversi habitat che si alternano ripetutamente: dune fossili, i tomboli, dominati dal bosco a sclerofille sempreverdi quali leccio e pino; zone depresse, le lame, spesso allagate per numerosi mesi all’anno, popolate da ontani e frassini, tipici rappresentanti del bosco igrofilo; infine, zone intermedie, caratterizzate dal bosco mesofilo, con farnie e pioppi.

Esistono standard di progettazione per le Ciclovie Turistiche Nazionali che vanno da un livello minimo ad uno ottimo: il tratto tra le due Marine Il tratto del percorso di cui si tratta è da inserirsi nella categoria di livello minimo: “Scelta fatta consapevolmente – sottolinea Pierucci -, per garantire da un lato la sicurezza dei fruitori, dall’altro la conservazione dell’habitat: abbiamo previsto un fondo in terra naturale, recinzioni in legno, con protezioni minime dall’ingressione di sabbia sul tracciato”.

“Ringrazio i consiglieri che hanno votato favorevolmente e anche quelli che si sono astenuti portando eccezioni intelligenti – commenta il sindaco Giorgio Del Ghingaro -: tutti hanno contribuito al ragionamento che ha portato all’approvazione dell’atto. Il nostro obiettivo è quello di preservare un ambiente unico, risollevarne l’economia in modo sostenibile, aumentandone ulteriormente l’appeal e, non ultimo, aumentarne il livello di sicurezza. Un risultato importante che approva il tracciato della Ciclovia Tirrenica e consentirà alla Marina di Levante e alla Marina di Torre del Lago di godere di un naturale rilancio sotto il profilo del turismo ambientale e sostenibile».

 

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