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Vaccino anti Covid russo per gli animali, il veterinario Federico Tofanelli: “Nutro dubbi”

Il titolare della nota clinica di Lido di Camaiore: "Nessuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo epidemiologico nella diffusione del virus"

Carnivak – Cov: è un vaccino anti Covid anche per cani, gatti, animali da pelliccia e carnivori, sviluppato dagli scienziati del servizio federale per la sorveglianza veterinaria e fitosanitaria e registrato in Russia. Come confermato dal vice capo dell’organismo di cotnroll  Konstantin Savenkov. Il primo, e per ora unico, vaccino al mondo per prevenire il Coronavirus nel mondo animale, i cui studi sono iniziati ad ottobre dello scorso anno su cani, gatti, volpi e visoni, con risultati, come confermato dallo stesso Savenkov, che indicano la sua sicurezza e efficacia immunizzante, visto che il 100% degli animali vaccinati ha sviluppato anticorpi contro il virus. La produzione di Carnivak – Cov dovrebbe iniziare in questo mese di aprile.

Ma cosa ne pensano i veterinari italiani?

veterinario Federico Tofanelli

Lucca in Diretta ha interpellato nel merito il dottor Federico Tofanelli, titolare del Centro Medico Veterinario di Lido di Camaiore, tre le cliniche più rinomate della costa della Versilia.

Come commenta questa notizia, dottore?

“Anche se alcuni ricercatori sostengono che la vaccinazione di cani e gatti domestici potrebbe essere necessaria per frenare la diffusione dell’infezione da Sars-Cov.2, prevenedo il salto di specie già verificatosi in passato, credo che il delicato momento che stiamo vivendo necessiti di informazioni e certezze che provengano dagli organi ufficiali – spiega Tofanelli – Al riguardo, ad oggi, non esiste una comunicazione ufficiale da parte nè del ministero della salute nè della associazione medici veterinari italiani”.

Il cane, e anche il gatto, possono infettarsi con il Covid. Ci sono stati, lo scorso anno, casi isolati ma è sempre stato detto dal mondo veterinario che gli animali non infettano l’uomo, bensi il contrario… 

“Da alcuni anni è stato sviluppato un modello sanitario chiamato One Health basato sull’integrazione di competenze diverse (veterinari, medici, sociologi, economisti) ed indirizzato alla salvaguardia della salute umana, animale e dell’ecosistema. Questo approccio interdisciplinare può davvero fare la differenza nello sviluppo di eventuali sistemi di prevenzione, non solo vaccinali, a tutela della salute pubblica – precisa il dottor Tofanelli – Ad oggi il ministero della salute conferma che la trasmissione di SarsCoV2 è tramite contagio interumano e che non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo epidemiologico nella diffusione del virus”.

“Tuttavia  – conclude il medico veterinario – restano comunque valide le raccomandazioni sul rispetto delle principali misure igieniche, quali lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche prima e dopo essere stati a contatto con gli animali”

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