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D’Ambrosio: “Nominerò una giunta nuova ma di grande competenza”

La sindaca: "Il risultato della civica? Ha premiato la sua trasversalità nel centrosinistra. Il Pd? Tutti hanno lavorato bene". E su Marchetti è lapidaria: "Noi da domani siamo al lavoro"

Dopo l’euforia dei festeggiamenti per la vittoria elettorale del centrosinistra di Altopascio, trainato dalla candidata sindaco Sara D’Ambrosio è il momento della riflessione. Così dopo la festa andata avanti fino a tarda notte sotto la loggia del Capponi per proteggersi dalla pioggia battente, la sindaca riconfermata tira le somme del voto.

Il primo dato che emerge è una scompaginazione del risultato elettorale di 5 anni fa, dove il Pd diventa il secondo partito nella coalizione che ha sostenuto D’Ambrosio: “Il partito democratico è il secondo della coalizione – commenta il sindaco -, questo è un dato oggettivo, ma credo che questo dato vada letto in un’ottica ben precisa e tutta altopascese. Il primo partito della nostra coalizione è la lista civica Sara D’ambrosio sindaco e questo significa che la scelta di rivolgerci a tutte le persone che si sentono di centro sinistra a prescindere dal Pd abbia pagato. In realtà quindi la risposta dell’elettorato è stata forse più sul candidato sindaco che non sull’appartenenza stretta al partito democratico”.

Poi c’è la questione delle preferenze: il giudizio delle urne, anche se premia Sara D’Ambrosio, è apparentemente duro verso alcuni big della politica altopascese di centrosinistra. Due assessori della vecchia giunta rimangono fuori dalla rosa degli eletti, mentre i giovani delle varie forze che hanno sostenuto D’Ambrosia hanno dimostrato di avere una buona capacità attrattiva. “Questo risultato è da leggere con attenzione e fuori da toni trionfalistici da parte di tutti – avverte D’Ambrosio -. A determinare questo assetto che esce dalle urne, sicuramente ha contribuito una geografia del centrosinistra completamente diversa rispetto a 5 anni fa con molti più candidati al consiglio. Questo ha determinato una diluizione dei voti di lista. E comunque sia tutti hanno fatto un buon lavoro e tutti gli assessore uscenti hanno portato un buon risultato di voti. Tutti comunque hanno davvero fatto la loro parte perché per vincere con 300 voti di scarto significa che abbiamo lavorato tutti e bene, non ci sono stati candidati messi lì per nulla. Poi certo emerge soprattutto un dato che i giovani hanno avuto un ruolo fortemente trainante”.

La questione della nuova giunta. Ora il primo scoglio che dovrà superare è proprio quello per D’Ambrosio, rimettere insieme una squadra di governo capace di tenere conto di tutte le indicazioni uscite dalle urne ma anche di un po’ di pragmatismo politico: “Sicuramente non mi voglio trovare come 5 anni fa – dice D’Ambrosio – con una squadra di persone bravissime, ma tutte inesperte e che si sono dovute fare le ossa, imparando come funzione una macchina comunale e questo per noi ha significato perdere tempo. I parametri di cui terremo conto sono l’esito elettorale, la parità di genere e le competenze quindi sicuramente in giunta entreranno nuove persone, ma non voglio fare una giunta di soli giovani e quindi qualcuno con esperienza vi sarà fermo restando che la decisione sarà presa con tutta la squadra nell’ottica di creare un’alchimia proficua”.

Intanto però il centrodestra in particolare Maurizio Marchetti, il candidato battuto al primo turno per una manciata esigua di voti sta pensando a un possibile ricorso sullo scrutinio, convinto che ci sia margine per trascinare D’Ambrosio al ballottaggio: questo però non sembra turbare il primo cittadino appena riconfermato: “Ma facciano loro – dice – noi siamo sicuri del risultato elettorale, semmai se qualche dubbio c’è è sui voti di lista, ma non certo sui voti attribuiti al sindaco. Noi da domani cominciamo a lavorare”.

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