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Perseguita e minaccia la ex, allontanato dal giudice

violenza-donna 2Continuava a molestare la sua ex, rendendo la sua vita impossibile. Continue minacce e offese, il 50enne viareggino era arrivato secondo i carabinieri anche a imbrattare di scritte i muri della casa dove viveva la sua ex compagna che pedinava ormai da mesi, dal maggio di un anno fa, fino allo scorso febbraio. Le indagini condotte dai carabinieri di Lido di Camaiore alla fine hanno portato ad un provvedimento di allontanamento dell'uomo dalla sua ex convivente. Ora non potrà più avvicinarla, né a casa né a lavoro, altrimenti rischia l'arresto. La donna si era rivolta ai militari al culmine dell'esasperazione, raccontando di essere stata seguita e pedinato e spesse volte anche minacciata dal suo ex che non riusciva ad arrendersi alla fine del loro rapporto.

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Lo stalker ha 76 anni: molestie e botte alla infermiera

  • Pubblicato in Cronaca

carabinierimitA 76 anni si era innamorato pazzamente della vicina di casa di appena 32 anni. Un pensionato di Altopascio, originario di Busto Arsizio, ha letteralmente perso la testa per giovane infermiera, al punto da diventare il suo incubo. La loro storia non è nemmeno cominciata ma il sogno dell'anziano si è amaramente infranto, perché lei si è rivolta ai carabinieri dopo essere stata molestata a più riprese e al termine di uno dei tanti “approcci” dell'anziano picchiata e spedita all'ospedale, da cui era stata dimessa con 23 giorni di prognosi.

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Gli strumenti normativi per reagire alla violenza domestica

Gli strumenti normativi per reagire alla violenza domestica
diritto famigliaI dati contenuti nel rapporto Eures – Ansa Il femminicidio in Italia nell'ultimo decennio. Dimensioni, caratteristiche e profili di rischio riportano che nel Nostro Paese tra il 2000 ed il 2011 sono state uccise 2.061 donne e che il 70,8% di tali omicidi è avvenuto in ambiente familiare.  Le donne uccise nel 2012 sono state 124 ed oltre 30 sono quelle uccise dall'inizio dell'anno corrente. In Toscana, i dati raccolti per l'anno 2012 dal coordinamento dei centri antiviolenza Tosca riportano che sono state 2.300 le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza, di cui 1.831 lo hanno fatto per la prima volta e 469 lo avevano già fatto in passato.
Questi dati, facilmente reperibili su internet e sulla stampa quotidiana, non possono che allarmare la comunità ed indurre una riflessione generale sulle strategie da adottare per arginare quella che è ormai una vera e propria emergenza. Va da sè che tali strategie dovranno essere di ampia portata ed impegnare a più livelli il legistratore e le istituzioni, tuttavia può essere opportuno analizzare gli strumenti di tutela, ad oggi esistenti, che possono essere utilizzati dalle persone che subiscono violenza. Questo perchè il dibattito nazionale, molto attento alla questione in questi ultimi tempi, è spesso incentrato sui vari fatti di cronaca e non presta attenzione sugli strumenti di tutela che invece già ci sono.
Non è infatti un caso che, sempre secondo il rapporto Eures - Ansa, circa 47,2% degli omicidi di donne avviene nei primi tre mesi dalla separazione: separazione che deve essere intesa non tanto come inizio del procedimento legale, quanto come manifestazione da parte della donna della volontà di terminare la relazione sentimentale.
L'iter della separazione giudiziale è spesso lungo e complesso e a volte, nell'immediatezza della situazione, non offre alle persone in difficoltà la tutela opportuna. Infatti l'adozione da parte del tribunale dei provvedimenti provvisori ed urgenti che regolano la vita familiare – ovvero quelli con cui il presidente autorizza i coniugi a vivere separati, dispone l'affidamento e la domiciliazione della prole, assegna la casa coniugale e disciplina il mantenimento dei coniugi e dei figli - avviene soltanto in seguito alla prima udienza del procedimento e quindi tra il deposito del ricorso in tribunale e tale momento possono intercorrere anche vari mesi.

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