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Frode informatica, indagini anche a Lucca

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tribunaleFrode informatica, un'inchiesta coinvolge anche un'azienda informatica di Lucca. Tutto è partito dalla perquisizione, effettuata ieri (29 novembre) dalle forze dell'ordine di una villa nel comune di Monte Argentario la cui proprietà sarebbe riconducibile all'imprenditore russo Igor Rotenberg, figlio del magnate Arkady Rotenberg. Secondo quanto si è appreso, l'operazione è stata condotta dalla polizia giudiziaria di Lucca sotto il coordinamento della procura di Firenze, nell'ambito di un'inchiesta che ipotizza tra l'altro il reato di frode informatica. L'imprenditore russo non risulta tra le persone indagate.

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Finisce nei guai per una frode informatica

  • Pubblicato in Cronaca

carabinieri E' riuscito ad intercettare una mail fra una ditta che fornisce prodotti in legno in provincia di Pistoia ed un cliente contenente una fattura da pagare e l'ha modificata con il suo Iban, incassando con l'inganno oltre 4mila euro. Il trucco, realizzato con la cosiddetta tecnica 'man in the middle' è stata però smascherata dai carabinieri di Forte dei Marmi che l'hanno denunciato per frode informatica. Nei guai è finito un 36enne di origini rumene ma residente in Piemonte, già noto alle forze di polizia.

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In carcere dopo la condanna per frode informatica

  • Pubblicato in Cronaca

Polizia Stato 10Doveva scontare una pena ad un anno e otto mesi di reclusione dopo la condanna per reati contro il patrimonio nel 2011 al tribunale di Firenze. Ad eseguire l'arresto è stata la polizia di Lucca che, dopo il rituale passaggio in questura, lo ha accompagnato al carcere di San Giorgio dove sconterà la condanna. L'uomo, Massimiliano Reale, un 45enne già ampiamente conosciuto alle forze dell'ordine. nel 2011 aveva realizzato una serie di reati che vanno dalla frode informatica all'accesso abusivo di codici di accesso alla ricettazione ed alla sostituzione di persona, ai danni di una 47enne di Potenza. A seguito della denuncia dellla donna, che aveva trovato un ammanco sulla propria carta postepay di circa 500 euro, erano state avviate le indagini che avevano portato ad individuare il beneficiario della somma proprio nel 45enne, non nuovo a vicende del genere. Per i reati di tipo informatico, benché commessi a Lucca, per il codice di procedura penale è competente il tribunale del capoluogo di regione, e quindi l'uomo è stato processato e condannato a Firenze. Divenuta definitiva la condanna, la procura fiorentina ha incaricato la sezione catturandi della Squadra Mobile della questura lucchese di eseguire la sentenza.

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