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Giovane detenuto si impicca nel carcere di Lucca

carcereluccaSi è impiccato oggi pomeriggio (22 ottobre) in una cella del carcere San Giorgio di Lucca, dove era stato condotto ieri dopo essere stato arrestato dalla polizia di Viareggio, dopo un inseguimento tra i banchi del mercato nel cuore della città. A soli 25 anni il ragazzo, di origini sinti, e ricercato in tutta Italia perché doveva scontare una pena residua di tre anni e tre mesi di detenzione, dopo una condanna emessa dal tribunale di Bolzano e che era stata sostituita dall'affidamento in prova. Il giovane, però, conosciuto alle forze dell'ordine per reati che andavano dalla rapina, alle lesioni personali e al sequestro di persona, era sparito nel nulla. Su di lui pendeva quindi un ordine di cattura, che è stato eseguito martedì mattina al termine di un concitato episodio al mercato di Viareggio. Gli agenti lo avevano notato in compagnia di una donna: subito dopo il giovane aveva iniziato a correre tra i banchi per far perdere le sue tracce.

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Anziana rapinata di notte in casa da due banditi

di Roberto Salotti
rapinaccHanno fatto irruzione in casa, forse pensando di non trovare nessuno. Ma in camera da letto c'era l'anziana proprietaria, una pensionata di 89 anni che vive da sola, in via Ponte in Canneto a San Salvatore di Montecarlo. I banditi, a volto scoperto e a quanto pare disarmati, l'hanno minacciata, costringendola a non muoversi dal letto. L'anziana, terrorizzata, non se lo è fatto ripetere una seconda volta e ha obbedito ai due malviventi che le hanno rivolto soltanto poche parole, in un italiano senza particolari inflessioni. Alla fine, dopo averle rovesciato cassetti e aperto armadi davanti, i ladri hanno trovato la borsa su una sedia in camera da letto e hanno rubato 40 euro, che si trovavano dentro al portafogli. Poi, prima di darsi alla fuga, si sono di nuovo rivolti alla donna: "Guai a te se provi a dare l'allarme". Si sono voltati e hanno guadagnato l'uscita, passando dall'ingresso principale che avevano sfondato a suon di calci.

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Sorpreso da custode a rubare rame lo colpisce per fuggire

poliziaindaginilTenta di rubare i cavi in rame dell'impianto elettrico della ex Casina Rossa a Ponte San Pietro ma, scoperto dal custode, lo aggredisce per garantirsi la fuga. E' successo ieri mattina, intorno alle 9,30, quando la volante della polizia è intervenuta sul posto dopo la segnalazione proprio da parte dell'aggredito. Che ha raccontato di aver sentito dei rumori provenienti dalla zona della piscina, lato fiume. Ma l'uomo non ha atteso l'arrivo dei poliziotti ed è andato a controllare da solo, ritrovandosi così faccia a faccia con il ladro che, con delle cesoie in mano, era intento a staccare i cavi di rame dell'impianto. Per fuggire ha così impugnato l'improvvisata arma e colpito il custode all'addome. All'uomo all'ospedale è stata data una prognosi di due giorni. Gli agenti hanno comunque raccolto la descrizione del ladro e della sua vettura e su questa base stanno indagando per rintracciarlo anche se per ora di lui non c'è traccia.

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Pusher sorpreso a spacciare finisce in manette

carabinieri1notteLo hanno sorpreso mentre stava cedendo due grammi di cocaina e un altro di eroina ad un giovane che alla vista dei carabinieri si è però dileguato. In manette è finito un ragazzo di 26 anni, di origini tunisine, Ramel Talbi, che è stato arrestato dai carabinieri dell'aliquota operativa del radiomobile di Lucca, alla periferia della città. I militari si erano appostati in zona dopo aver avuto sentore di uno strano via vai di persone. Così a distanza hanno atteso il momento opportuno per intervenire. Il pusher aveva in tasca 1.115 euro che sono stati sequestrati perché ritenuti provento dello spaccio. Addosso non aveva altra droga.

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Lavoratori al nero, chiuso un cantiere edile

Carabinieri-lavoro-nero-cantieriQuattro lavoratori al nero sorpresi nel cantiere edile. I carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro, insieme ai tecnici della prevenzione dell'Asl e al personale della direzione territoriale del lavoro hanno sospeso l'attività della ditta a Pariana, nel comune di Villa Basilica. Il controllo, al quale hanno preso parte anche carabinieri della locale stazione, è stato eseguito ieri (21 ottobre) nell'ambito dei controlli contro il lavoro sommerso. Il titolare, al termine delle verifiche del caso, è stato multato con sanzioni per violazioni amministrative pari a diecimila euro.

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Ex parà pestato a sangue, un altro arresto

di Roberto Salotti
Screenshot2014-06-21 10.34.33Gli inquirenti hanno chiuso il cerchio sulla violenta aggressione in cui era rimasto gravemente ferito Rossano Barsotti, ex parà 44enne di Sant'Anna, pestato a sangue la notte del 21 giugno scorso dal compagno della donna con la quale da qualche tempo aveva una relazione clandestina (Leggi). I carabinieri del nucleo investigativo hanno arrestato stamani (22 ottobre) il suo presunto complice: si tratta di Angelo Lezzi, piastrellista di 41 anni, originario della provincia di Lecce ma residente a Lucca per motivi di lavoro: è stato rintracciato e condotto in carcere a Pisa mentre stava andando a comprare le sigarette in un bar di Navacchio, dove stava lavorando. L'accusa è di tentato omicidio in concorso con Angelo Spano, 39enne di Nave, autotrasportatore ed ex collega di Barsotti, finito in manette la sera stessa dell'aggressione. 

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Aggressione a Ponte S.Pietro, arrestato il complice

lezziNovità per le indagini sull'aggressione del 44enne di Lucca lasciato in fin di vita all'esterno della Casina Rossa a Ponte San Pietro. I Carabinieri del Reparto Operativo di Lucca hanno arrestato Angelo Lezzi, 41 enne, originario della provincia di Lecce, da anni residente a Lucca per motivi di lavoro. La sera dell'aggressione i carabinieri avevano individuato e arrestato uno degli autori, Angelo Spano, nato a Roma, residente da anni a Lucca. La ricostruzione della dinamica dell’evento, sulla brutalità dell’aggressione faceva apparire da subito impossibile agli inquirenti che avesse agito da solo. Sono state le successive indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo che hanno consentito di ricostruire i fatti e confermare quello che da subito era apparso il probabile movente dell’aggressione, ricondotto a una vendetta per ragioni di natura sentimentale.

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