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Permessi alle ballerine in cambio di sesso, tutti assolti

Il caso era scoppiato nel 2003: una bufera giudiziaria che aveva travolto gli ex vertici della questura di Lucca e che si è chiusa oggi (21 novembre) nelle aule della Corte d’Appello di Firenze. I giudici hanno infatti assolto i quattro imputati, che avevano fatto ricorso dopo le condanne di primo grado a Lucca (Leggi), con formula piena. L’accusa aveva ipotizzato il reato di concussione sessuale, sostenendo l’esistenza di un giro di permessi facili a ballerine dell’Est europeo, in cambio di attenzioni e favori sessuali. Una inchiesta che ipotizzava a vario titolo, reati pesanti, dalla concussione sessuale, all’abuso d’ufficio, al falso ideologico e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, e che aveva coinvolto anche l’ex vicequestore di Lucca, Antonio Trapani, 59enne di Firenze, difeso dall’avvocato Florenzo Storelli. In primo grado era stato condannato a sette anni (tre dei quali condonati) e all’interdizione dai pubblici uffici per l’intera durata della pena: la Corte d’Appello, rovesciando la sentenza, lo ha assolto perché il fatto non sussiste.

Assoluzione anche per Michele Volgano, 41 anni, di Cascina, all’epoca dei fatti agente addetto all’ufficio immigrazione della questura di Lucca. In primo grado era stato condannato a cinque anni e mezzo e all’interdizione quinquennale dai pubblici uffici (tre dei quali condonati). Assolto anche Giovanni Petrillo, 46 anni, viareggino, ex capo di gabinetto, che in primo grado era stato invece condannato a due anni e tre mesi (condonati). Sul banco degli imputati c’era anche Virgilio Michelozzi, 79 anni, di Pistoia, all’epoca gestore del privé Kappa Club di Valdinievole. Anche per lui la Corte d’Appello ha deciso per una assoluzione, annullando la condanna di primo grado a quattro anni per falso in atto pubblico.

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