‘Ndrangheta, sequestrati villa e terreni nella Piana

Un maxi sequestro di beni per un valore che sfiora 1,2 milioni di euro. I sigilli sono stati fatti scattare dai militari del nucleo di polizia tributaria del Gico della Guardia di Finanza di Firenze, che hanno dato esecuzione al provvedimento nei confronti di Giuseppe Lombardo, calabrese 50enne, residente ad Altopascio, ritenuto vicino alla ‘ndrina dei ‘Facchineri’ di Cittanova. Ancora una volta una indagine che confermerebbe gli interessi della mafia in Lucchesia.

La misura cautelare patrimoniale antimafia è stata emessa dal Tribunale di Lucca su proposta della Dda della procura della Repubblica di Firenze, diretta dal procuratore Giuseppe Creazzo, su richiesta in particolare del sostituto procuratore Ettore Squillace Greco, titolare delle indagini.
Sono stati sottoposti a sequestro 3 fabbricati – un villino, una abitazione ed un garage e 2 terreni in Lucchesia mentre è stata confiscata anche un’auto di lusso.
Il provvedimento colpisce, secondo gli inquirenti, il vertice dell’organizzazione, nei cui confronti è stata applicata anche la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per reati associativi di grave intensità, soprattutto sul versante della disponibilità di risorse finanziarie di una pericolosa propaggine della famiglia di ‘ndrangheta dei “Facchineri” operante sul territorio toscano.
La confisca si inserisce nelle attività d’indagine svolte dalle fiamme gialle fiorentine che nel 2013 hanno portato all’arresto di 12 persone ritenute braccio operativo di un sodalizio criminale di origine calabrese che gestiva affari illeciti in Lucchesia e legato alla famiglia della ‘ndrangheta dei “Facchineri”, dedito al traffico di sostanze stupefacenti a livello nazionale. Una indagine secondo cui Giuseppe Lombardo avrebbe servito gli interessi del clan, grazie a numerosi affiliati (Leggi). Le successive indagini sulle disponibilità patrimoniali dei componenti del clan hanno permesso di individuare un ingente patrimonio finanziario ed immobiliare gestito dai vertici dell’organizzazione ed intestato a terze persone: un elemento che tra l’altro strideva particolarmente con le loro dichiarazioni dei redditi, irrisorie, secondo gli inquirenti, rispetto ai beni e al denaro di cui sarebbero stati effettivamente in possesso.
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