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Smascherate quattro case vacanza “fantasma”

La Polizia Municipale a caccia di strutture ricettive “fantasma” nell’ambito dei controlli relativi all’evasione fiscale e, più in generale, del contrasto a qualsiasi forma di abusivismo, fenomeno che colpisce duramente anche il settore del turismo. “E’ proprio per lanciare un messaggio chiaro e per limitare questa piaga che abbiamo attivato una serie di controlli per contrastare qualsiasi forma di illegalità, comunque difficile da scovare – commentano Francesco Raspini e Giovanni Lemucchi, rispettivamente assessore alla polizia municipale e assessore alle attività produttive del Comune di Lucca – Sul web infatti si rincorrono le offerte di bed and breakfast, case vacanza, affittacamere, varie tipologie di strutture ricettive, prenotabili con un semplice click. Per questo è necessario fare chiarezza a garanzia di tutti quei soggetti impegnati nella ricezione di turisti che seguono le regole”.

E’ stata quindi attivata una verifica capillare delle strutture ricettive su base informatica attraverso i portali messi a disposizione dal Suap del Comune con l’intento di individuare le strutture regolari che hanno evaso la tassa di soggiorno. Contemporaneamente si è provveduto ad individuare, mediante ricerche su portali dedicati alla prenotazione di alberghi, affittacamere e altri locali per il pernottamento, strutture “fantasma” per il Comune di Lucca e, di conseguenza, completamente abusive perché mai registrate.
Grazie a tali accertamenti gli agenti hanno riscontrato quattro case vacanze abusive, sconosciute da un punto di vista amministrativo e fiscale, per le quali sono scattate sanzioni amministrative poiché prive di autorizzazione. In particolare le sanzioni sono relative all’articolo 68 della legge regionale 42 del 2000 (legge sul turismo) e la multa elevata è di 1200 euro (per ciascuna struttura abusiva). Alcune posizioni costituiranno oggetto di approfondimento sotto il profilo fiscale, al fine di dimensionarne il reale giro d’affari ai fini dell’imposizione sui redditi attraverso una collaborazione con la Guardia di Finanza e, da un punto di vista igienico-sanitario con le dovute comunicazioni all’azienda sanitaria locale.

 

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