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Era una maschera di sangue: aiutatemi, mi hanno sparato

Le sue condizioni sono giudicate molto gravi dai medici dell’ospedale Cisanello di Pisa che oggi lo hanno sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Gianfranco Barsi, l’operaio 49enne di Vitiana, ferito con una fucilata da un cacciatore mentre era al lavoro in un oliveto di proprietà (Leggi), è in pericolo di vita e i medici si sono riservati la prognosi. Ad assisterlo a Pisa sono accorsi i suoi familiari. La moglie Nadia, la sorella Manola che vive in paese, i suoi genitori, e i figli: oltre a Riccardo anche una bambina di appena 11 anni. In paese tutti si sono prodigati per salvare l’operaio che lavora in un cartiera a Piano di Coreglia.

Il figlio, contro cui il cacciatore ha sparato due colpi, è riuscito a far scattare l’allarme. E’ corso alla prima casa vicino all’oliveto, in località la Grotta e ha gridato per far uscire il proprietario, amico intimo di famiglia. “Era agitatissimo – racconta l’uomo -: mi gridava che un uomo aveva sparato a Gianfranco: sono corso a telefonare al 118, ho spiegato dove era successo tutto, poco dopo sono arrivati i soccorsi”.
Le ambulanze, i carabinieri e l’elisoccorso Pegaso. “Era una maschera di sangue – racconta un giovane al lavoro in una stalla a poche centinaia di metri dall’oliveto -: ho visto Riccardo correre verso il paese, gridava, era sconvolto. Diceva che avevano sparato al padre. Lui si è diretto verso il paese per chiedere aiuto, io mi sono diretto verso l’oliveto e ho visto il corpo di Gianfranco a terra. Aveva una ferita molto vistosa alla gola, respirava a fatica ma è riuscito a chiedermi aiuto e ha detto che gli avevano sparato”. Lui, insieme ad altri, hanno aiutato il personale del 118 a trasportare il ferito nel campo dove è potuto atterrare l’elisoccorso. Un sanitario a bordo di Pegaso si è calato con il verricello nell’oliveto e ha disposto Gianfranco sulla barella, che poi è stata condotta in un’auto che poteva passare per le piccole stradine del borgo di Vitiana, fino al campo dove ad attenderlo c’era l’elisoccorso.

 

Roberto Salotti

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