Omicidio Romanini, condannato all’ergastolo il cugino

Condannato all’ergastolo Roberto Romanini, 65 anni, cugino di Stefano Romanini, l’imprenditore ucciso a 47 anni nel febbraio del 2011 con nove colpi di pistola di fronte alla sua abitazione di Camaiore. Roberto Romanini era accusato di aver pagato un killer per assassinare il cugino. L’omicida è ancora sconosciuto, non è stato scoperto. La sentenza di ergastolo per Roberto Romanini è stata pronunciata stasera dalla corte d’assise di Lucca.

Per l’accusa Roberto Romanini, 65 anni è il mandante del delitto ed è anche accusato di esser stato in possesso di munizioni e armi. La vittima, il cugino Stefano Romanini, 47 anni, fu freddato con nove colpi di pistola. Il delitto maturò per motivi economici e, per l’accusa, in particolare per una polizza-vita di 700mila euro che la vittima aveva in scadenza il giorno in cui è deceduto e di cui era beneficiaria in gran parte la ditta della quale poi sono diventati “padroni” proprio l’imputato e i suoi familiari. Roberto Romanini era subentrato nell’azienda per aiutare il cugino in difficoltà. Tuttavia la polizza non sarebbe mai stata incassata. Mai scoperto il killer che sparò in strada, a Camaiore, la mattina alle 7, quando Stefano Romanini era uscito di casa per andare al lavoro. Era stata battuta dagli inquirenti una pista che portava ad un giovane romeno, ma purtroppo con scarsi risultati. Nonostante Roberto Romanini abbia sostenuto di avere un alibi, evidentemente non ha convinto il pubblico ministero Fabio Origlio, ed oggi la corte di assise lo ha condannato all’ergastolo. La difesa ha annunciato ricorso in appello.

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