Par condicio, Corecom chiede sanzioni per Altopascio

Altopascio, violata la legge sulla par condicio. Almeno così ritiene il Corecom della Toscana che ha proposto all’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni una sanzione. E’ arrivata ieri (1 giugno) la risposta del comitato regionale all’esposto firmato dai candidato Matteo Tori e Sara D’Ambrosio. Entrambi contestavano la modalità di comunicazione istituzionale durante la campagna elettorale da parte dell’ufficio stampa del Comune, in particolare il mancato rispetto delle norme che vorrebbero una comunicazione impersonale, senza indicazione dei nomi, di coloro che ricoprono contemporaneamente cariche pubbliche e sono candidati alla tornata elettorale. “Il divieto di comunicazione istituzionale – ricorda Corecom – previsto dall’articolo 9 della legge 28/2000 è finalizzato ad evitare il rischio che le amministrazioni, nello svolgere attività di comunicazione istituzionale in periodo elettorale, possano fornire, attraverso modalità e contenuti informativi non neutrali, una rappresentazione suggestiva, a fini elettorali, dell’amministrazione stessa e dei suoi organi titolari, sovrapponendo, in tal modo, l’attività di comunicazione istituzionale a quella propria dei soggetti politici”.

La verifica del Corecom ha riscontrato più violazioni dell’articolo 9 e ha così inviato all’amministrazione comunale la richiesta di controdeduzioni. Che sono arrivate ma non hanno soddisfatto il comitato: “In considerazione del fatto – sono le conclusioni del Corecom – che l’articolo 9 della Legge 28/2000 vieta qualsiasi attività di comunicazione istituzionale delle pubbliche amministrazioni nel corso delle campagne elettorali ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni, e considerato il ruolo sovrapposto di sindaco, vicesindaco e assessori alla cultura e ai lavori pubblici di amministratori e candidati alle elezioni del 5 giugno, il Corecom ritiene che le fattispecie oggetto di segnalazione integrino la violazione del divieto sancito dall’articolo 9 della legge 28/2000 e propone all’autorità per le garanzie nelle comunicazioni l’adozione di un provvedimento sanzionatorio”.

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