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Pena ridotta a investitore della figlia, madre protesta

“Mi vergogno di essere italiana. Il 3 marzo è stata finalmente approvata la legge sull’omicidio stradale. Le pene saranno più severe e chi non rispetta il codice della strada andrà in galera. Ma nel caso di mia figlia, invece, l’investitore si è visto ridurre la pena di 4 mesi”. Lo dice Maria Luisa Secchia, madre di Valentina Prisco, uccisa a 28 anni il 19 maggio 2013 a Lido di Camaiore da un ubriaco alla guida. La madre ha commentato così oggi la decisione della corte di appello di Firenze di ridurre la condanna di primo grado a chi investì la figlia.

Il tribunale di Lucca aveva condannato l”investitore a 2 anni e 8 mesi per omicidio colposo e guida in ebbrezza. Ma l’appello gli ha ridotto la condanna di quattro mesi. “Faremo ricorso in Cassazione”, ha annunciato la madre.
Valentina Prisco fu travolta di notte fuori da una discoteca sul lungomare di Lido di Camaiore mentre era con degli amici e stava attraversando la strada. Per le gravi ferite morì in ospedale a Livorno dopo esser stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico nel reparto di neurochirurgia. Il conducente dell’auto, una Vw Golf, era un fiorentino, all’epoca trentenne, che risultò positivo all’alcoltest.

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