Autopsia conferma: fuoco non ha lasciato scampo a Vania

Al termine dell’autopsia adesso è certo, anche se dubbi ragionevoli non ve ne erano. La morte della 46enne Vania Vannucchi è stata causata dalle ustioni causate dalle fiamme sprigionatesi dopo che l’operaio Pasquale Russo l’ha, come per sua stessa ammissione, cosparsa di benzina.

Le ustioni, che dopo neppure 24 ore l’hanno portata alla morte al Centro grandi ustionati di Cisanello, hanno interessato oltre il 90 per cento del corpo. Il fuoco, insomma, non ha lasciato scampo alla 46enne.
Durante l’autopsia eseguita dal medico legale della Asl Toscana Nord Ovest Stefano Pierotti, all’istituto di anatomia patologica di Pisa, sono stati anche eseguite osservazioni sul corpo e sui tessuti che potranno essere utili alle indagini. A cominciare dalla ricostruzione della dinamica del folle gesto compiuto dal 46enne dipendente della Manutencoop. In particolare i rilievi fatti sul corpo potranno aiutare gli inquirenti a capire in che momento si è innescato il rogo che ha portato la donna alla morte e soprattutto se la benzina le sia stata gettata sul corpo quando era già fuori dall’automobile oppure quando era sempre nell’abitacolo.
La ricognizione autoptica ha confermato, anche qui senza sorprese, che a causare le gravissime ustioni su quasi tutto il corpo sarebbe stato proprio un idrocarburo, quasi certamente la benzina, confermando così in qualche modo direttamente le responsabilità dell’uomo nell’evento delittuoso. Anche se non è possibile capire, dai rilievi sul corpo, come è dove sia stata accesa la scintilla che ha provocato le fiamme.
Niente, invece, è stato rilevato dal medico legale circa possibili lesioni pregresse legate a botte o aggressioni di altro tipo dovute a possibili liti fra Vania e Pasquale.
Adesso gli inquirenti dovranno confrontare quanto emerso dalle analisi del medico legale con gli elementi raccolti dagli inquirenti sul luogo dei fatti e le testimonianze dei soccorritori intervenuti sul posto attirati dalle ura della donna. Proprio da questo confronto potranno chiarirsi molti aspetti che saranno fondamentali per il pubblico ministero Piero Capizzoto nella ricostruzione del gesto compiuto da Pasquale Russo. Molto, in ambito processuale, si giocherà anche sulla premeditazione. E anche gli elementi emersi dall’autopsia sul cadavere potrebbero dare indicazioni in questo senso. (g.m.)

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