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Ristoratori morti, l’autopsia non dissipa i dubbi

Arrivano le prime conferme dalle autopsie, ma per sciogliere definitivamente il “giallo” dei due coniugi ristoratori trovati morti sabato scorso (25 febbraio) nella loro abitazione di via Mordini, in centro storico a Lucca, saranno decisivi gli esiti degli esami tossicologici sui tessuti prelevati dal medico legale Diana Bonuccelli, nel corso delle necroscopie che sono state svolte fino alla tarda serata di ieri (27 febbraio) all’obitorio del Campo di Marte. Ma qualche punto fermo per spiegare la fine di Giuseppe Sartini, 69 anni, e della moglie Giuliana Nardini, di 60, titolari del ristorante l’Antico Sigillo di via degli Angeli, c’è già. Anzitutto, l’esame autoptico sui cadaveri disposto dal sostituto procuratore Elena Leone, titolare dell’inchiesta, ha confermato le prime ipotesi dell’anatomopatologo.

Sembra infatti ormai sufficientemente sicuro che a morire per primo è stato Giuseppe. Almeno tre ore prima della moglie. Allo stato tuttavia non è possibile ancora determinare con certezza se ad uccidere il ristoratore sia stato un malore o meno. Di sicuro è rimasta questa l’ipotesi più accreditata: il sospetto del medico legale e dei carabinieri del Norm è infatti che di fronte all’improvvisa morte del marito, avvenuta probabilmente nel cuore della notte tra venerdì e sabato, la moglie, affetta da un male incurabile, non abbia visto altra via d’uscita della morte e che abbia quindi deciso di togliersi la vita ingerendo un sonnifero, la cui confezione è stata trovata sul suo comodino nella camera da letto dove i carabinieri hanno scoperto i cadaveri dei coniugi, insieme al cane maltese a cui potrebbe essere stato servito un pasto con il farmaco che ne avrebbe poi provocato la morte.
L’autopsia ha anche confermato che non ci sono elementi per ipotizzare altri scenari: semmai i risultati del tossicologico potranno dire se invece anche il marito abbia assunto dosi letali dello stesso farmaco, confermando allora l’ipotesi del duplice suicidio. Marito e moglie erano stati trovati senza vita dall’ex cuoco del ristorante che si era preoccupato perché non rispondevano al telefono. Poco dopo mezzogiorno di sabato era andato nel loro appartamento, aprendo la porta con le chiavi della donna delle pulizie. Ed aveva trovato i due cadaveri, dando subito l’allarme. Per i due coniugi non c’era più niente da fare. Inizialmente si era pensato anche ad una fuga di gas che avrebbe potuto uccidere i due nel sonno, ma era stata subito scartata dopo gli accertamenti dei vigili del fuoco.
La morte dei due ristoratori ha impressionato vivamente la città. Della loro tragica fine si è parlato anche a Palazzo Sani, sede di Confcommercio Lucca, durante una riunione del sindaco provinciale Fipe, cui erano presenti baristi e ristoratori del territorio. Un appuntamento, questo, previsto e già fissato da tempo, ma che giocoforza ha puntato l’attenzione sulla tragedia che sabato scorso ha colpito tutto il mondo dell’imprenditoria lucchese con la scomparsa di Giuseppe e Giuliana. “Iscritti da tanti anni a Confcommercio, Giuseppe e Giuliana erano colleghi e amici per Confcommercio e tanti imprenditori, non solo quelli della città: ecco perché la loro scomparsa improvvisa ha lasciato un vuoto enorme e un dolore lancinante – spiega Confcommercio -. Un dramma, questo, che impone un doveroso rispetto. I baristi e i ristoratori presenti ieri a Palazzo Sani hanno dapprima osservato un minuto di silenzio in loro ricordo, prima di iniziare l’incontro, dopo di che hanno lanciato la proposta che tutti i commercianti, in occasione delle esequie, manifestino la loro vicinanza e partecipazione a questo lutto che abbraccia un intero territorio, ognuno nella forma che ritiene più opportuna”.

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