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Telefonia, dai gestori richieste per 29 nuovi impianti

Seduta di consiglio comunale dedicata in gran parte al programma comunale degli impianti di radio comunicazione quella di questa sera (4 aprile). All’ordine del giorno, infatti, l’aggiornamento del piano, che è stato illustrato in apertura dall’assessore all’ambiente Francesco Raspini: “Alla fine del 2015 – dice l’assessore – abbiamo riapprovato il programma comunale degli impianti sulla scorta della legge regionale del 2011. Ma un aggiornamento è necessario ogni anno, visto che entro il 31 ottobre di ogni anno i gestori possono comunicare il loro piano di installazioni. Sulla base del regolamento approvato il Comune può accettare, respingere o suggerire siti alternativi sulla base di una istruttoria tecnica motivata che tenga conto del principio di minimizzazione del rischio per le emissioni elettromagnetiche delle emissioni contemperato alle esigenze di azione della società”.
In questo senso un’accurata analisi è stata affidata a una consulenza tecnica esterna, quella della Polab, che ha effettuato l’intera istruttoria sull’esistente”.

“L’aggiornamento inoltre – ha aggiunto l’assessore Bambini – prevede secondo il regolamento l’esame obbligatorio da parte dell’osservatorio permanente sulla telefonia. La proposta è stata approvata all’unanimità dei presenti e questo è un segnale importante del buon lavoro che è stato fatto”.
Gli elementi più importanti dell’istruttoria sono stati presentati all’assise dall’ingegner Alfio Turco della Polab, che ha svolto un’ampia disamina sulle norme di riferimento per l’installazione di antenne radio base e sulla giurisprudenza. L’ingegner Turco ha analizzato la situazione attuale e quella del prossimo futuro della telefonia, con il passaggio massiccio alla rete 5G di cui è stata autorizzata la sperimentazione. Sul tema del Consiglio l’ingegner Turco ha ricordato comunque come, nell’assetto normativo attuale ai Comuni “non è possibile impedire tout court installazione delle antenne ma è data solo la possibilità di indicare luoghi alternativi ritenuti idonei, a seguito di istruttoria, sulla base della minimizzazione delle emissioni, ma in grado di garantire ugualmente il servizio”. E questo è quanto è stato fatto dai consulenti sulle installazioni già esistenti e sulle richieste di sviluppo. Il piano comunale prevede al momento la presenza di 29 infrastrutture Tim, 30 Vodafone, 17 Wind, 13 H3G e una di Linkem. Le richieste di sviluppo pervenute al Comune, invece, sono 13 a testa per Tim e Vodafone e 3 da parte di Linkem mentre è momentaneamente fermo il piano di sviluppo degli altri due gestori (Wind e H3G) attualmente impegnati nel potenziamento della rete esistente.
L’analisi è stata fatta con la presentazione, fatta anche alla commissione lavori pubblici e all’osservatorio della telefonia mobile, di slide in cui è stata fatta l’analisi delle emissioni, sulla base del limite di legge di 6 volt per metro (il secondo più basso di Europa dopo il Belgio). “Le nuove postazioni ipotizzate – ha spiegato l’ingegner Turco – sono da 13 a 16, perché in alcuni casi è stata proposta la possibilità di accorpare le infrastrutture con il medesimo effetto dal punto di vista della copertura delle aree. Inoltre si è prevista la disponibilità di tre localizzazioni in più, fuori piano, che abbiamo già valutato come tecnicamente idonee secondo i parametri di legge”.
Dalla esposizione sono anche emersi dati interessanti sia sul funzionamento delle antenne: in particolare si è ricordato il dato scientifico secondo cui maggiore è la distanza dell’utilizzatore del terminale dall’antenna più potenza è necessaria alla stessa per raggiungerlo e permettere la captazione del segnale. Secondo questo principio una maggiora diffusione di antenne diminuirebbe i casi in cui l’antenna ha bisogno della massima potenza di emissione perché il raggio di azione sarebbe presto coperto da un’altra antenna vicina. Inoltre più è distante il cellulare da un’antenna più è lo stesso cellulare ad aumentare esponenzialmente l’emissione elettromagnetica. Questo in sintesi per spiegare come una razionale collocazione delle antenne sarebbe di per sé utile a ridurre le emissioni dalle antenne di telefonia in generale.
Nel dibattito il consigliere Pietro Fazzi ha chiesto se nell’analisi si fosse fatto riferimento a programmazioni urbanistiche, cosa non prevista nell’attuale ricognizione. Il consigliere del Pd, Paolo Moriconi, ha invece chiesto un impegno anche da parte dell’amministrazione per l’insegnamento nelle scuole di un utilizzo consapevole da parte di bambini e ragazzi degli strumenti informatici come smartphone e tablet.
L’aggiornamento del piano è stato votato con 18 voti favorevoli, una astensione e un non voto.