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Scontri al corteo anti-G7, 9 fogli di via da Lucca

Nove fogli di via da Lucca per altrettanti manifestanti che avevano partecipato al corteo contro il G7 dei ministri degli esteri a Lucca, lo scorso 10 aprile, e che per la polizia avrebbero avuto un ruolo anche negli scontri con agenti e militari davanti alla Porta San Jacopo. Disordini che avevano fatto 6 feriti tra le forze dell’ordine e altrettanti tra i manifestanti. Le indagini sull’assalto al cordone della polizia che impediva l’accesso al centro storico dove erano in corso le riunioni dei ministri degli Esteri delle superpotenze, erano arrivate ad un primo risultato con la notifica di 44 denunce (Leggi). Negli ultimi giorni, come era stato annunciato, sono arrivati anche i fogli di via. Sei di loro abitano in provincia di Massa, gli altri tre invece sono residenti in comuni vicini a quello di Lucca e “hanno studiato, lavorano e di fatto vivono nella nostra città”.

Lucca contro il G7 passa all’attacco: “Il foglio di via è uno strumento repressivo che sempre più viene usato dalle polizie per ripulire le città da tutti quei soggetti e quei comportamenti che vengono giudicati lesivi del decoro, dell’ordine pubblico e della pace sociale. Esso può essere comminato in qualsiasi momento – si legge in una nota – a discrezione del questore, sulla base di una presunta pericolosità sociale, e impone l’allontanamento fisico delle persone che va a colpire dal comune di riferimento, da un minimo di 6 mesi a un massimo di 3 anni”.
“Non possiamo accettare e non accetteremo questi provvedimenti repressivi – è il commento della Lucca contro il g7 -, che peraltro vanno a capovolgere qualsiasi principio di garantismo giuridico (non tocca più allo Stato l’onere di dimostrare la colpevolezza degli imputati, tocca all’imputato dimostrare la propria innocenza, subendo nel frattempo, con effetto immediato, la pena). Per questo ricorreremo a tutti i mezzi, legali e politici, per infrangere questi dispositivi e mettere i bastoni fra le ruote a chi sogna città socialmente desertificate e pacificate da ogni forma di conflitto. Nessuno può rimanere zitto di fronte a questa fascistizzazione della repressione, pensando che vada a colpire solo qualche facinoroso black bloc. Perché a breve, di questo passo, si può anche arrivare a ricevere un foglio di via per aver impedito che una famiglia in difficoltà economica subisse uno sfratto, per aver bloccato la circolazione delle merci da un magazzino durante uno sciopero per avere salari più alti, o per aver contestato verbalmente un politicante in un’assemblea pubblica. Da ultimo, vogliamo rivendicare con fermezza ogni momento della manifestazione del 10 aprile contro il G7 degli esteri, e il percorso che ha costruito quella giornata. Se la repressione si mette all’opera per colpire la determinazione che abbiamo messo in campo quel giorno, non accettando l’occupazione militare che la città di Lucca ha subito per permettere la passerella dei sette ministri della guerra, è perché quella determinazione ha fatto paura. Perché può diventare un esempio a cui guardare per tanti soggetti che vivono un disagio economico e sociale profondo, e che non si aspettano più soluzioni dalla rappresentanza istituzionale: le famiglie in emergenza abitativa, gli studenti sfruttati dall’alternanza scuola-lavoro, i lavoratori precari e malpagati, i migranti che vivono in strutture di accoglienza indegne, chi vede il proprio territorio devastato dalle grandi opere. Tutti insieme – concludono i membri – continueremo a combattere i politici responsabili dell’impoverimento , i ministri della difesa che fanno affari con stati amici dell’Isis, che sganciano bombe distruggendo intere regioni del mondo e costringendo milioni di persone a migrare e ad abbandonare le loro terre, quegli imprenditori di morte che spendono 23 miliardi l’anno in armamenti invece che in case popolari, in sanità, istruzione, trasporti, in un reddito di autodeterminazione. Solidali e complici con tutti i manifestanti colpiti da fogli di via, siamo tutti socialmente pericolosi”.

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