Crollo mortale, Cub e Sgb: “Sia fatta piena luce”

Duro intervento di Cub trasporti e sindacato generale di base Toscana sul tema delle morti sul lavoro.
“Le cadute dall’alto rappresentano il 30 per cento delle morti sul lavoro e dei gravi infortuni che determinano invalidità permanenti e invalidanti . dicono dai sindacati –  Non c’è niente di casuale nella morte sul lavoro I nostri pensieri e la nostra solidarietà sono rivolti ai due operai morti a Lucca e ai loro familiari, ma allo stesso tempo forte è la richiesta che si faccia piena luce sulle dinamiche dell’accaduto. Urge conoscere la valutazione dei rischi, le misure di prevenzione correlate all’uso di piattaforme di lavoro mobili elevabili, i fattori di rischio, la portata e l’inclinazione del terreno, il carico nominale, la valutazione di interferenze, tutti elementi che dovrebbero far parte di un documento di valutazione del rischio dalla cui analisi debbono partire le indagini della magistratura e le valutazioni del caso”.

“Urge inoltre – proseguono Cub e Sgb – conoscere se la piattaforma fosse stata messa in commercio nel pieno rispetto sostanziale delle rigorose procedure di sicurezza stabilite dalla direttiva macchine e se fosse tenuta in manutenzione e verificata regolarmente da enti abilitati, secondo quanto stabilito dal testo unico sulla sicurezza. Ma la sicurezza dovrebbe essere parte integrante dell’appalto, con controlli da parte della stessa committenza, soprattutto se si tratta di enti pubblici che in materia di salute e sicurezza dovrebbero essere da esempio”.
“La promozione di eventi e festival – commentano i sindacati – che ormai caratterizza l’offerta culturale e turistica dei Comuni italiani, avviene troppe volte senza valutare con attenzione le condizioni di lavoro dell’appaltatore. Spesso i capitolati impongono tempi di realizzazione e mole di lavoro per le quali occorrerebbero sovente più lavoratori. Ma gli appalti sono costantemente costruiti al ribasso e a rimetterci sono gli operai, rischiando la salute e addirittura la loro stessa vita in condizioni di lavoro ben al di sotto degli standard minimi di sicurezza. Le morti degli anni scorsi nel montaggio dei palchi per i concerti hanno messo in luce una realtà fatta di sfruttamento e di scarse norme a tutela dei lavoratori e della loro sicurezza. Ma ancora più gravi sono i procedimenti disciplinari in corso contro delegati e lavoratori che pubblicamente hanno denunciato le scarse norme a tutela della sicurezza (in aziende pubbliche e private) per non parlare poi della depenalizzazione di numerosi reati, del resto gli interventi del legislatore negli ultimi anni sono stati solo funzionali ai datori di lavoro e alla loro impunità”.
“Cub e Sgb – conclude la nota – chiedono che sia fatta piena luce e sia resa giustizia ai due lavoratori e ai loro cari. Allo stesso tempo urge cambiare rotta in materia di appalti perché la tutela della sicurezza non sia considerata un optional ma un elemento irrinunciabile, al pari della valutazione di orari e carichi di lavoro”.

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