Bimba ferita da tronco, genitori: ancora pericoli foto

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Ogni giorno passano da quella strada. Proprio nel tratto in cui cinque anni fa il tronco di un albero spezzato dalla neve crollò, travolgendo la loro bambina, di appena 11 anni. Di tempo ne è trascorso da quel drammatico pomeriggio dell’11 febbraio 2013, ma in via delle Trine, a Filecchio, piccolo paese del comune di Barga, ci sono ancora alberi pericolanti. Lo vedono i genitori di Giulia, la ragazza che all’epoca non era nemmeno un’adolescente. E se la vide veramente brutta. Era con la mamma, Sabrina Marchi, a pochi metri dalla loro casa. I colli erano imbiancati di neve e intorno c’era solo silenzio. All’improvviso però un albero si abbatte in strada e i rami colpiscono la bambina. Una disgrazia sfiorata: scattò subito la corsa dei soccorritori e il trasferimento d’urgenza in ospedale reso molto difficoltoso della condizioni in cui, per il maltempo, versavano le strade.

Oggi la mamma Sabrina e il papà Daniele Bonaccorsi si fanno coraggio e tornano a rivivere quei brutti momenti. Non lo fanno per loro stessi, dicono. Lo fanno perché “cose del genere non accadano più”. E’ accorato il loro appello all’amministrazione comunale e agli enti preposti perché facciano qualcosa per evitare altri incidenti: “Ci sono alberi che sono pericolanti e non sono stati ancora tagliati – spiegano i due genitori -. Nell’immediatezza il Comune si era limitato ad emettere un’ordinanza per la pulizia destinata ai proprietari dei terreni, per almeno sei metri vicino alla strada ma non è stato fatto nulla”. E alla luce di quanto accaduto quasi cinque anni fa, i genitori di Giulia chiedono che chi è preposto intervenga: “Ci siamo sentiti dire perfino che quanto ci era accaduto era stato determinato dall’eccezionalità dell’evento meteorologico – spiega la mamma di Giulia -, ma ora, con l’esperienza del passato, non arriviamo di nuovo all’emergenza per intervenire. Quegli alberi pericolanti, e non occorre essere degli esperti per dirlo, devono essere abbattuti perché potrebbero cadere su passanti o automobili”.
Nessuno, però, si è più visto da queste parti. Anche solo a controllare la situazione, spiegano i coniugi Bonaccorsi: “Ne va dell’incolumità delle persone”, insistono. Tra l’altro questa zona è frequentata da gruppi di escursionisti che fanno passeggiate nel bosco, godendo della tranquillità di queste colline. “Vogliamo che non accada in futuro quello che è accaduto a nostra figlia: è necessario che si intervenga con urgenza”. Un appello che i genitori di Giulia sperano che non cada nel vuoto.

Rob. Sal.

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