Banner, Lucca Museum porta il Comune in tribunale

La Fondazione Lucca Museum, che gestisce il Lucca Center of contemporary art, in via della Fratta, porta il Comune in tribunale per una sanzione del settembre 2015. Sanzione secondo l’istituzione ‘illegittima’, dal momento che era stato richiesto un rinnovo dell’autorizzazione triennale a esporre banner e totem pubblicitari sulla facciata e davanti alla sede del museo.
La pensa diversamente l’amministrazione comunale, che ha ribattuto che per installare i banner oggetto del contenzioso la gestione del museo avrebbe dovuto richiedere l’autorizzazione in deroga al regolamento degli impianti pubblicitari e che era coperta soltanto fino al 2013 compreso. Deciderà il tribunale di Lucca, nell’udienza già fissata il prossimo 12 gennaio se vigesse o meno il principio del silenzio assenso per il rinnovo dell’autorizzazione che la Fondazione sostiene di aver richiesto, già nel marzo del 2013, senza però mai aver avuto risposta dal Comune.

Il contenzioso è iniziato per un verbale risalente all’aprile del 2015 per l’esposizione di due strisce pubblicitarie sulla facciata dell’edificio per pubblicizzare lo stesso museo. Nello stesso verbale si contestava anche il fatto che secondo gli agenti della polizia municipale che effettuarono i controlli erano stati esposti ai due lati dell’ingresso anche due banner reclamizzanti le esposizioni all’interno.
Al primo sopralluogo ne seguì un altro disposto dall’ufficio contenzioso nel febbraio del 2017 e dal quale è emerso, secondo la ricostruzione della municipale, che gli impianti pubblicitari erano ancora presenti. Per questo fu spiccata l’ordinanza che imponeva la rimozione delle pubblicità con la sanzione comprensiva delle spese di notifica pari a 454,20 euro.
Il 21 aprile scorso la Fondazione Lucca Museum chiedeva l’annullamento di quell’ordinanza, allegando agli atti una copia del pagamento del verbale contestando tuttavia la nuova sanzione, perché secondo la Fondazione, infatti, il Comune non avrebbe potuto multare il museo per gli stessi motivi per il quale lo aveva in precedenza sanzionato.
Ma non è finita qui. Perché la Fondazione si era rivolta al tribunale di Lucca per opporsi all’ordinanza sostenendo anche che gli stendardi e i banner contestati nel verbale non erano presenti al momento della notifica dell’ordinanza di rimozione. In più la Fondazione ha sostenuto di essere stata autorizzata all’installazione di impianti pubblicitari per il triennio 2011-2013 da delibera di giunta e di aver chiesto il rinnovo per i tre anni successivi il 5 marzo del 2013. Nel ricorso il museo ha sostenuto che non avendo ricevuto alcuna risposta, il ‘silenzio’ dell’amministrazione equivarrebbe a “provvedimento di accoglimento della domanda”. Una sorta di silenzio-assenso, insomma.
Alla fine l’ufficio contenzioso ha annullato la multa di 454 euro, visto che la stessa sanzione era stata regolarmente pagata entro i termini di legge ma aveva confermato l’ordinanza nelle sue altre parti, sostenendo quindi l’ordine delle rimozione e ritenendo dunque la Fondazione sprovvista delle autorizzazioni. Contro questa ipotesi l’istituzione che gestisce il museo si è difesa e ha proposto opposizione all’ordinanza in tribunale. Che ora è chiamato a dirimere la vicenda.

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