Orario vigili, sindacato: “Si riparta da zero”

In sei anni nove agenti in meno. Questo il dato su cui invita a riflettere il segretario provinciale del DiCcap, Domenico Gatto. Le manovre del Comune non sarebbero, per il sindacato, un modo per aumentare la presenza degli agenti sul territorio ma per ‘mascherare’ gli errori nella politica di reclutamento di personale.

“Non possiamo che ringraziare l’amministrazione comunale – esordisce Gatto – per l’apprezzamento pubblicamente espresso sul nostro operato nello svolgere quotidianamente il lavoro di istituto e per l’impegno messo in campo non solo – come detto – nel quotidiano, ma soprattutto quando siamo chiamati a garantire un servizio adeguato nei grandi eventi, che comporta per noi operatori di polizia municipale turni di lavoro che vanno oltre l’ordinario, arrivando anche a superare le 10 ore di lavoro continuativo. Se così è, risulta evidente che traspare la voglia di non tirarci mai indietro alle necessità che la città richiede. Per noi appartenenti al corpo, qualsiasi evento o manifestazione promossa dall’amministrazione che mette in risalto – anche dal punto di vista mediatico – la nostra città è motivo di orgoglio e pertanto per poter dare una risposta adeguata alle esigenze di presidio, di presenza e di sicurezza, mettiamo impegno, passione e voglia di fare. Lo stesso impegno che mettiamo in campo quando purtroppo il nostro territorio e i nostri cittadini sono colpiti da calamità naturali. Siamo sempre stati disponibili, non tanto e non solo perché è un nostro dovere “contrattuale”, ma perché chi indossa questa divisa lo ha nelle “corde”; al bisogno della collettività noi, con orgoglio e spirito di servizio non abbiamo orario, non ci sono turni che tengano, si lavora e basta, fino a che l’emergenza non rientra. Lo abbiamo sempre fatto in passato in ogni occasione e lo abbiamo fatto anche in questo momento “storico” dove abbiamo rinunciato ad effettuare lavoro in straordinario, tant’è che per l’ultima emergenza neve, abbiamo garantito la presenza sul territorio anche nelle ore notturne, infatti alcuni nostri colleghi hanno lavorato 14 ore continuative, senza interruzioni, per garantire il controllo e la presenza sul territorio nella nottata tra mercoledì e giovedì scorsi. In occasione delle consultazioni elettorali gli operatori hanno svolto servizio per garantire il corretto funzionamento della macchina elettorale, effettuando turni doppi, al fine di garantire alla cittadinanza il proprio diritto di voto”.
“Dispiace quindi – commenta Gatto – come abbiamo già avuto modo di rappresentare, l’atteggiamento dell’amministrazione, non solo con la disdetta unilaterale del contratto decentrato, ma soprattutto per aver interrotto e incrinato il rapporto di di stima e fiducia reciproca. Non siamo qui a difendere strenuamente il modello su cinque giorni lavorativi col fine di tutelare un diritto acquisito, ma perchè è un modello innovativo che contempera in maniera equilibrata sforzo e riposo dei lavoratori e che negli anni non è mai andato in crisi per richiesta di maggiore impegno da parte dell’amministrazione. Siamo certi che se l’amministrazione avesse rappresentato le ulteriori necessità/esigenze di sicurezza e/o maggiore presenza in determinati giorni, siamo sicuri, che in sede di delegazione trattante si sarebbe trovata la quadra per rispondere ai desiderata dell’amministrazione e alle connesse esigenze di sicurezza richieste dalla città, senza dover necessariamente andare ad intaccare un modello organizzativo innovativo articolato su 5 giorni che come abbiamo detto ha sempre funzionato”.
“Auspichiamo quindi – afferma Gatto – un momento di distensione, ripartendo da zero, riportando le relazioni sindacali nell’alveo della correttezza reciproca riprendendo un percorso serio di analisi dei bisogni della collettività senza fughe in avanti, nell’interesse della maggiore richiesta da parte della città di erogare più sicurezza. Vogliamo inoltre sottolineare che nel 2012 (anno di insediamento della giunta Tambellini) il Corpo era composto nel suo insieme (agenti, ufficiali e comandante) di 85 persone; oggi il Corpo conta 76 agenti. In sei anni sono state persi 9 agenti. Non vorremmo che questa manovra fosse dettata non “per adeguare e rendere più incisiva e più consistente la loro presenza sul territorio” come dichiarato dall’amministrazione o per “avere 10 agenti in più ogni giorno” come dichiarato dall’Assessore Raspini, ma per rimediare agli errori commessi in sede di programmazione di reclutamento del personale. I numeri parlano chiaro in 6 anni di amministrazione sono stati persi 9 agenti”.

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