Video choc al Carrara, il prof minacciato sentito dagli inquirenti

Ha dovuto rivivere quei lunghi minuti in cui i suoi stessi studenti lo stavano umiliando e insultando. Un professore sconvolto che si è dovuto sedere davanti agli inquirenti per raccontare cosa era accaduto quella mattina, per capire il contesto in cui si sono consumate tanta sfrontatezza e violenza, verbale, psicologica e a tratti anche fisica. Gli autori sono ragazzini di 15 anni, maschi ma anche qualche femmina. Se non partecipano, riprendono o sghignazzano contro l’insegnante di italiano e storia, un docente di 64 anni, lucchese, che stamani (19 aprile) è stato ascoltato come persona informata dei fatti negli uffici della polizia giudiziaria, delegata degli accertamenti dalla procura dei minori di Firenze dove sono stati trasmessi i primi atti dell’inchiesta in cui figurano indagati 4 studenti dell’Itc Carrara. La loro posizione si sarebbe aggravata, perché secondo gli inquirenti era convinti che, in quella circostanza, il professore non avrebbe reagito, come sarebbe accaduto in altre occasioni.

Negli ultimi giorni l’insegnante si è presentato nonostante tutto a scuola, anche se ha chiesto qualche ora di permesso. Per stare con la famiglia, in un ambiente protetto e al riparo dai riflettori dopo che da giorni il suo volto sconcertato gira su internet in quei video filmati dai suoi stessi alunni. “E’ comprensibilmente provato”, spiega il preside Cesare Lazzari. E per lui dover rivivere quegli attimi non è stata una impresa facile. Ora meno che mai, visto che quelle immagini hanno fatto il giro della rete.
La procura dei minori ha disposto vari accertamenti sul materiale video sequestrato dalla polizia postale, filmati dove si vedono le angherie al professore e che poi sono stati diffusi sul web e su Whatsapp.
Per ora sono quattro i giovani indagati. Si tratta del bullo che chiede al prof di mettere 6 e di inginocchiarsi e di altri compagni che hanno partecipato o ripreso la sequela di insulti e minacce all’insegnante. Gli stessi che rischiano adesso di perdere l’anno. Lo chiede perfino il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli. Domani deciderà il consiglio di classe e sabato il consiglio d’istituto.
I video nel mirino. Sono in tutto quattro i filmati al vaglio degli inquirenti. Nel primo si vede uno studente che prima indossa un casco, quindi, nonostante il richiamo del professore, lo affronta testa a testa con un verso di scherno. Il tutto fra le risate dei compagni di classe, nessuno dei quali si indigna per quanto sta avvenendo.
Nel secondo video lo studente apostrofa in maniera chiara il professore: “Prof – dice – non mi faccia incazzare, non mi faccia incazzare. Mi metta sei, lei non ha capito nulla, chi è che comanda? – prosegue puntando il dito verso il docente – chi è che comanda? In ginocchio!”. Un’esagerazione che, in questo caso, provoca una prima reazione di sdegno da qualcuno dei compagni di classe, ma senza grande empatia verso il professore.
In un terzo video, in un caos totale in classe, proseguono le offese nei confronti del professore, con studenti in piedi e cellulari in mano per riprendere la poco edificante scena. Dal fondo della sala arriva anche un “prof, lei è un pezzo di merda” che risuona fra le risate generali.
Non è finita. Mentre prosegue la confusione, e mentre vola anche qualche chiara bestemmia, lo scherno nei confronti del professore prosegue. Uno studente prova ad appendergli un giubbotto addosso, un altro poggia i cestini del riciclo della carta sopra la cattedra: “Guarda la torre, la torre di Pisa”. E ancora giù risate.
Sospensioni esemplari. Quelle risate al Carrara sono, fortunatamente, un ricordo. Perché nei prossimi due giorni si deciderà il futuro scolastico dei responsabili del gravissimo episodi. “Alcuni probabilmente non finiranno l’anno – afferma il preside – e crediamo che sia giusto così perché dovranno fare un percorso diverso e mirato. Avevamo già tentato con alcuni di loro, ma non è servito. Abbiamo parlato con le famiglie: i ragazzi che sono stati riconosciuti in quei video sono stati tenuti a casa, anche per via dell’attenzione mediatica sulla vicenda. Gli altri vengono regolarmente a scuola, ma il consiglio di classe prenderà decisioni senza generalizzare. Il mio voto vale uno – spiega il preside – ma sono convinto che debba seguire una risposta forte della scuola. Questi ragazzi – ha aggiunto – sono responsabili di un fatto molto grave ma voglio dire che non sono socialmente pericolosi”. Per le sospensioni più lunghe dei 15 giorni – e ce ne saranno – dovrà dare via libera invece il consiglio d’istituto che si riunirà sabato.
Il professore sconvolto. Chi lo conosce e chi ci ha parlato, descrive l’insegnante come “sconvolto e provato”. Non abituato ai clamori della cronaca, il prof ha continuato a condurre la sua vita di sempre. Una vita dedicata alla scuola e all’insegnamento la sua. Soltanto qualche anno fa aveva dovuto affrontare un periodo di distacco dalla cattedra perché aveva avuto problemi di salute. A lui è arrivata la solidarietà dei colleghi docenti, dell’ufficio scolastico, della politica ma anche di tanti semplici cittadini che negli ultimi giorni hanno espresso parole di vicinanza nei confronti di un docente aggredito con tanta sfrontatezza dagli studenti.

Rob. Sal.

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