Tornano in classe 3 bulli sospesi: psicologi in aula

di Roberto Salotti
Per ora non vuole parlare di provvedimenti disciplinari. Il preside dell’Itc Carrara di Lucca, Cesare Lazzari, però, ha “raccolto tutti gli elementi del caso” per valutare la posizione del prof di italiano e storia, che, pur dileggiato e minacciato dagli studenti nei video rilanciati sul web, non avvisa nessuno: né un collega, né tanto meno il dirigente scolastico. La ‘verifica’ aperta dalla scuola, comunque, appare conclusa: “Con il docente in questione, ma anche con i suoi colleghi, stiamo valutando di fare in modo, dal prossimo anno scolastico – spiega Lazzari – che cose come quelle accadute recentemente nella scuola non si ripetano più”.

Sulle valutazioni “dell’efficacia” dell’azione formativa e repressiva del prof – che erano proprio quelle oggetto dell’esame interno – il dirigente non si pronuncia. “Il professore sta facendo regolarmente lezione e viene quotidianamente a scuola – si limita a dire il dirigente scolastiche -: con la classe ci sono stati momenti di confronto e le cose adesso stanno procedendo regolarmente”.
Intanto, a scuola, tra pochi giorni, rientreranno due degli studenti sospesi per un mese dopo gli episodi filmati e poi diffusi in rete. Saranno seguiti, inizialmente, dai tutor scelti dalla scuola e due psicologi torneranno nella classe dove è ancora vivo lo stress subìto dopo che la storia è emersa ed esplosa su giornali e tv, anche a livello nazionale.
Un incontro con la classe era già stato fatto subito dopo le decisioni sui provvedimenti disciplinari, adesso gli psicologi tornerano alla scuola “per valutare l’andamento della classe – ha spiegato il preside – al rientro di tre dei sei studenti coinvolti”. Uno di loro, infatti, colpito dal provvedimento di sospensione per 15 giorni è già rientrato tra i banchi.
“Gli studenti adesso hanno bisogno di completare l’anno scolastico – ha precisato il preside – e in quella classe, anche per la tensione che c’è stata, abbiamo cercato di allentare un po’ lo stress, consentendo agli studenti di prendersi il loro tempo”.
Per i sei che sono stati indagati dalla procura dei minori di Firenze è stato avviato un percorso di riflessione e responsabilizzazione anche attraverso attività che saranno svolte con associazioni e cooperative del territorio. “Stiamo facendo il possibile per arrivare al prossimo anno scolastico con un sistema che impedisca che fatti del genere si ripetano – ha annunciato il preside -. Da quella classe c’erano state soltanto segnalazioni generiche, nulla che ci consentisse di intervenire per evitare che accadesse quanto accaduto. Soltanto a cose fatte è emerso il quadro, molto grave. Applicazioni come quelle presentate stamani dalla questura – ha aggiunto il preside – saranno uno strumento importante che ci auguriamo servano anche come deterrente”.

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