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Minaccia di morte l’allenatore sui social network

La sua vita era diventata un inferno. Sui social network in particolare, dove all’allenatore di calcio lucchese arrivavano i peggiori insulti possibili. In privato, ma anche in pubblico da falsi profili creati, secondo le indagini della polizia postale di Lucca, da una sola persona: una donna di 36 anni, di origini albanese, che, per l’accusa, avrebbe anche minacciato di morte il coach e la moglie.
A denunciare l’escalation che si era tradotta in una vera e propria persecuzione sul web, era stato lo stesso allenatore. Nella sua denuncia aveva riferito di aver ricevuto diverse decine di messaggi attraverso i social network – da Facebook a Instagram – in cui lo apostrofava con i peggiori insulti.

Questo almeno all’inizio. Ma con il passare del tempo, la presunta molestatrice, attraverso falsi profili (alcuni creati utilizzando nomi di uomini), era passata anche alle minacce di morte e si era inventata storie non veritiere sul conto della moglie dell’allenatore. Tanto da spingerlo a denunciare per fermare quell’inspiegabile accanimento. Alla fine, grazie all’esame dei profili face la polizia stradale è riuscita a risalire all’unica autrice di cui la procura ha chiesto il rinvio a giudizio.  L’udienza dal gup è fissata al prossimo 13 luglio.

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