Prima udienza per risarcimento milionario per Chiari

E’ partito ieri (5 giugno) il processo intentato dall’ex assessore lucchese Marco Chiari, difeso dal legale Antonio Marrone, contro la presidenza del consiglio dei ministri per chiedere al tribunale civile di Genova, competente per i casi in cui ci sono magistrati che operano all’interno del distretto della corte d’appello di Firenze, di verificare l’eventuale responsabilità dello Stato nei confronti del politico cittadino, con l’accusa di colpa grave dell’allora pubblico ministero Fabio Origlio e dell’allora giudice per le indagini preliminari Simone Silvestri. La richiesta è di risarcimento dei danni patrimoniali quantificati in 6,4 milioni di euro.

La vicenda risale al maggio ee giugno del 2011. Il 15 di giugno del 2011 Chiari fu arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ma già il 21 giugno il tribunale del riesame, accogliendo il ricorso dell’allora assessore, ne dispose la scarcerazione. Contro il provvedimento fece ricorso la procura ma venne rigettato. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio del 22 aprile 2013 il gup Mugnaini, con sentenza del 25 febbraio 2015, dichiarò il non luogo a procedere nei confronti di Chiari “perché il fatto non sussiste”. Venne poi respinto il ricorso contro la sentenza del non luogo a procedere. Dopo che la sentenza divenne definitiva, Chiari presentò alla Corte d’Appello di Firenze richiesta di riparazione per l’ingiusta detenzione: proposta accolta dalla Corte che fissò l’indennizzo a 9760 euro.
L’ex assessore all’urbanistica, attuale coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, era finito in carcere con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta della procura di Lucca che nel 2011 aveva ipotizzato reati legati in particolare al progetto del Parco di S. Anna, con la società Valore. Chiari però è stato prosciolto da ogni accusa in modo definitivo e oggi presenta il conto. 
Ieri in udienza si è costituita l’avvocatura di Stato e il giudice ha concesso i termini previsti dalla normativa alle parti per produrre memorie che saranno valutate dalla corte il prossimo 13 novembre. L’avvocatura di Stato al momento ha solo contestato eventuali termini di prescrizione e la somma, giudicata eccessiva, della richiesta di risarcimento. L’avvocato di Chiari, Antonio Marrone ha contestato formalmente qualunque possibilità di prescrizione. Adesso deciderà il giudice. Il processo riprenderà in autunno.

Vincenzo Brunelli

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