Ricettazione di opere d’arte, antiquario a giudizio

Finirà alla sbarra il prossimo 14 dicembre l’antiquario lucchese Fernando Bianchi, 49 anni, per un giro di opere d’arte rubate del valore di oltre due milioni di euro. Un traffico che secondo gli inquirenti ruotava proprio intorno al venditore di antichità, che era stato colpito, nell’ottobre del 2017 da un’ordinanza di custodia cautelare dell’obbligo di dimora, nell’ambito di un’inchiesta della procura di Lucca, coordinata dal procuratore capo Pietro Suchan e eseguita dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze. L’accusa è quella di ricettazione: Bianchi è stato citato direttamente a giudizio e il processo inizierà di fronte al giudice monocratico del tribunale di Lucca, Dal Torrione.

Il suo nome è venuto fuori durante una delicata e complessa indagine relativa a furti di numerose opere d’arte in musei ma anche in chiese non soltanto della Lucchesia ma anche nel resto della Toscana e in mezza Italia. Opere di straordinario valore che, per l’accusa, venivano rimesse su un mercato parallelo delle antichità, che avrebbe fatto capo all’antiquario lucchese, residente ad Antraccoli.
I carabinieri fiorentini, con la collaborazione dei militari di Lucca, avevano scoperto il covo dove venivano nascoste le opere d’arte. Tre depositi abusivi, scoperti nel comune di Capannori dove la refurtiva è stata recuperata. Oltre al 48enne che era già stato indagato, sono state denunciate per ricettazione altre due persone.
Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il commerciante rivendeva le opere abusivamente, agganciando i clienti in occasione dei mercati dell’antiquariato in tutta Italia.
Dei beni sequestrati, 50 sono stati rubati in occasione di 24 furti commessi tra il 1993 e il 2012 in chiese, edifici pubblici e privati in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Campania, e Calabria. Tra queste, elementi di marmo con decorazioni risalenti al diciassettesimo e diciottesimo secolo, statuette in legno dorato, un tabernacolo, un’acquasantiera, una porta a doppio battente e dipinti realizzati tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, tra i quali una natura morta del sedicesimo secolo attribuita a Jacobs Cornelius Delft e rubata nel 2012 a Forte dei Marmi.
Parte delle opere risultate rubate è stata trovata nell’ottobre del 2016 nel capannorese. Altre nel marzo dell’anno scorso, grazie ad accertamenti scattati dopo la segnalazione di uno storico dell’arte di Siena. Lo scorso settembre altre opere erano state recuperate a Lucca, Livorno e nel Trevigiano. Nel corso delle perquisizioni, erano state trovate anche alcune immagini di due opere d’arte rubate, che il rigattiere ha tentato di rivendere e che erano state fotografate nella sua abitazione e da lui proposte in vendita via mail ai clienti.

Roberto Salotti

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