Falsi incidenti in scooter per truffare automobilisti

Truffa dello specchietto e variazioni sul tema, più o meno creative. Ma tutte con l’obiettivo di raggirare il malcapitato ed estorcergli del denaro facile facendogli credere di aver procurato un danno. È quanto sta accadendo negli ultimi giorni sulla via Romana, tra Porcari e Altopascio, dove – stando alle testimonianze di persone che, tuttavia, non hanno denunciato alle forze dell’ordine l’accaduto – in scena andrebbe un copione certo non improvvisato.

Questo il format: uno scooterone viaggia a bassa velocità, si fa sorpassare da un’auto e in quel frangente vira, colpendo la macchina sul lato posteriore. Da lì inizia la vera e propria pantomima: il guidatore – rigorosamente scelto da solo e di una certa età – accosta, scende dall’auto, chiede se va tutto bene. L’uomo sullo scooter inizia però a sbraitare frasi come “devi stare attento quando guidi, mi sei venuto addosso, guarda qua che danno mi hai fatto”. Intimorito, l’automobilista rimane perplesso – sebbene sia evidente dalla posizione delle ammaccature che a venire addosso alla vettura è stato lo scooter e non il contrario. Ma la razionalità viene meno, la sedicente parte lesa è martellante nel ribadire la gravità del fatto e il bisogno di essere risarcito, immediatamente, senza chiamare gli agenti della municipale “perché ci mettono una vita ad arrivare e ho fretta di entrare a lavoro”. È così che il guidatore anziano viene raggirato a risolvere il tutto sul posto. Ma non sono cifre senza importanza quelle che vengono richieste: 400, 500, 600 euro. Inutile tentare una mediazione, dire che non si ha sufficiente contante dietro: il guidatore dello scooter esercita ormai un controllo manipolatorio sul malcapitato, al punto da indurlo a recarsi al primo bancomat a prelevare la cifra pretesa, scortandolo fin lì ma rimanendo poi a debita distanza durante l’operazione, per non essere ripreso dalle telecamere. Solo una volta che il truffatore ha ripreso la sua strada, il truffato si accorge del raggiro e dell’ingenuità commessa a non annotare la targa del mezzo, a non aver insistito nella necessità di chiamare le autorità o del compilare almeno un Cid. Ma è troppo tardi.

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