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Noto a Capannori morto per incidente aereo di Aosta

Era conosciuto anche a Lucca e Capannori, in quanto frequentava l’aeroporto di Tassignano, Maurizio Scarpelli, il 53enne di Reggello che ha perso la vita in un incidente aereo sul ghiacciaio del Rutor, in Valle d’Aosta, causato dallo scontro tra un elicottero e un aereo da turismo. Scarpelli era il pilota dell’eliski ed era un pilota di lungo corso. Gestiva, insieme a un socio, la Eli-Ghibli Helicopter Services con base tecnica a Reggello e sede operativa, e scuola di volo, all’aeroporto di Arezzo.

Scarpelli pilotava elicotteri anche per la la protezione civile e per il servizio antincendio: l’ultima missione era stata a settembre dove era stato impegnato per spegnere il rogo sul Monte Serra, in provincia di Pisa. D’inverno, invece, lavorava come pilota di eliski, ovvero trasportava in elicottero turisti e sciatori sulle piste innevate. Era a Courmayeur da tre settimane. Scarpelli lascia una compagna e due figli.
Cordoglio per la scomparsa dall’ex presidente dell’Aeroporto di Tassignano, Eugenio Baronti: “Maurizio era un amico di tutti quelli che lavorano e frequentano l’aeroporto di Tassignano. La sua morte mi addolora. Rivedo il suo sorriso solare, bastava averci parlato anche una mezza volta per essere certi che lui non ti avrebbe mai più fatto mancare il suo sorriso e il suo saluto.
L’ho visto passare tante volte sopra il tetto di casa a Sant’Andrea, per spengere incendi ogni estate sul Monte Serra e lo ringrazio anche per questo. Grazie Maurizio è stato un piacere conoscerti”.
Anche la Versilia piange Maurizio Scarpelli, ricordandolo per la sua generosità e impegno nei confronti della comunità. “Nella metà degli anni Ottanta – ricorda una nota del Comune di Stazzema . – quando non esisteva ancora l’elisoccorso, assieme alla stazione di Querceta porta avanti un’intensa collaborazione durante le esercitazioni di soccorso alpino e contribuisce a gettare le basi per il soccorso alpino del futuro. Lo spirito di generosità lo vede impegnato su più fronti, dall’antincendio boschivo al trasporto di materiale umanitario. Il padre venne insignito del premio Agostino Bresciani, assegnato ogni anno a persone e associazioni che si sono particolarmente distinte nel ambito della montagna per sostenere i valori di solidarietà e amicizia”. Scarpelli, in particolare si contraddistinse nei tragici giorni dell’alluvione del 1996 per la sua attività di aiuto alla popolazione locale.
Anche tutto il corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico si stringe attorno alla famiglia, agli amici ed ai colleghi: “Maurizio – dicono dal Sast – per anni si è dedicato al soccorso, in primis come tecnico del Soccorso Alpino, operativo dal 1993, ma soprattutto come un grande Uomo con un grande cuore che da sempre ha messo a disposizione il suo tempo e la sua esperienza al servizio della collettività. Maurizio è stato un pioniere per quello che negli anni è diventato l’Elisoccorso in Toscana, sempre nell’ottica di aiutare il prossimo. 
È stato fondamentale per tanti interventi di ricerca così come per gli interventi dell’antincendio che l’hanno sempre visto in prima linea, fino al recente incendio del Monte Serra. Maurizio era sempre pronto a partire. Che fosse in aria o in terra il suo obiettivo è sempre stato quello di aiutare chi aveva bisogno, anche fuori dell’elicottero. Il Sast o ricorderà sempre per l’innato spiito di solidarietà che lo ha sempre caratterizato”.

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