Minaccia la ex, scatta divieto avvicinamento

Divieto di avvicinamento alla moglie, in fase di separazione. Maschi violenti, ma a volte anche insospettabili e apparentemente cortesi e pacifici, che hanno in comune il senso del possesso verso le loro partner femminili e che al momento della separazione e della fine del rapporto diventano spietati aguzzini e spesso veri e propri mostri. La violenza di genere è senza dubbio una delle piaghe dei nostri tempi.

Il gip del tribunale di Lucca ha firmato l’ennesima ordinanza che prevede la misura cautelare del divieto assoluto di avvicinamento alla presunta vittima, nei confronti di un 30enne residente in un Comune della Piana. Gli inquirenti, a seguito di alcuni mesi di indagini da parte delle forze dell’ordine, lo ritengono responsabile di minacce aggravate, maltrattamenti aggravati, lesioni e atti persecutori.
I reati sarebbero stati commessi da settembre fino a marzo scorso quando poi la macchina giudiziaria si è messa in moto a tutela della donna e della figlia piccola nata dal loro rapporto. Mesi fa la donna dopo una serie infinita di litigi aveva deciso di trasferirsi con la figlia a casa dei genitori in attesa che i giudici stabilissero le condizioni per la separazione e per l’affidamento della bambina. Una decisione maturata anche per paura che quelle liti sempre più frequenti e pericolose. Tutto sembrava filar liscio in un primo momento ma dopo alcuni giorni per la donna è iniziato l’incubo ormai divenuto il triste marchio di fabbrica dei reati contro le donne. Telefonate e messaggi insistenti, minacce continue, anche di morte, fino ad alcuni episodi in cui la donna è stata costretta a rivolgersi alle forze dell’ordine e ai sanitari del 118. L’uomo, stando alle ricostruzioni dell’accusa, nelle score settimane sarebbe letteralmente piombato a casa dei genitori della donna per prendere la bambina e portarla a fare una passeggiata ma alla vista della sua ex compagna ha iniziato a spintonarla, facendola cadere a terra dopo averle torto un braccio e ferito una mano. Stesso comportamento violento anche nei confronti dei genitori della donna, strattonati e spinti. Il tutto farcito della minacce più orribili, sempre davanti alla figlia piccola. N delirio che sarebbe continuato nelle sue forme verbali anche alla presenza dei carabinieri intervenuti sul posto. “Ti ammazzo, vi ammazzo tutti, vi brucio vivi”, e altre frasi del genere. La donna e la piccola sono seguite anche da medici specializzati e da un legale di fiducia. La delicata inchiesta intanto prosegue.

Vincenzo Brunelli

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