Maxi risarcimento a Chiari, il tribunale dice no

Aveva richiesto un maxi risarcimento di sei milioni e 400mila euro per ingiusta detenzione, per aver trascorso 15 giorni in carcere ed essere poi rilasciato e infine assolto. Il tribunale di Genova ha detto no alla richiesta presentata dall’ex assessore all’urbanistica del Comune di Lucca, Marco Chiari, che fu implicato nell’inchiesta Volpe del deserto, per presunti favori nell’edilizia e da cui è uscito senza macchia con assoluzione con formula piena. Adesso Chiari ha già dato mandato al suo avvocato, Antonio Marrone, di proporre appello. “Ribadisco, che fino a quando avrò fiato e quindi vita, combatterò con tutte le mie forze per ottenere giustizia – commenta Chiari dopo la sentenza di Genova -, confidando di poterla ottenere nel mio Paese natio. E’ vero che ho chiesto 6 milioni e quattrocentomila euro di risarcimento danni e sono stato condannato a pagarne trentaseimila. In democrazia le sentenze si accettano ed essendo un difensore della democrazia ho già conferito il mandato all’avvocato Antonio Marrone per proporre appello”.

“Ciò che emerge in questa storia – commenta Chiari – è che un cittadino ingiustamente arrestato, ingiustamente distrutto in tutto e per tutto, dopo aver ottenuto una sentenza che ha acclarato il danno subito riconoscendogli un indennizzo di 9.500,00 per i 15 giorni di carcerazione, oggi si vede non riconoscere dal Tribunale di Genova il risarcimento richiesto. La questioni è attualissima, in quanto (senza entrare nel merito dei fatti e delle indagini in corso) è tornata di moda la diatriba tra il potere politico ed il potere giudiziario. Certamente è difficile che un magistrato condanni un altro magistrato ad un risarcimento del danno procurato”.
“Non è mia intenzione – precisa poi Chiari – contestare a mezzo stampa una sentenza emessa da un tribunale Italiano (nella specie il tribunale di Genova), ma non posso esimermi dal constatare che nonostante sia stato assolto in fase di istruttoria, cioè senza neanche essere rinviato a giudizio e sostenere un processo e con formula piena in tutti i gradi di giudizio, Appello e Cassazione, non debba ottenere il risarcimento dei danni subiti in conseguenza di un abbaglio preso da un dipendente dello Stato e dal gip. Onestamente non è possibile che un onesto cittadino possa essere devastato da un Magistrato, il quale è stato sicuramente negligente nello svolgimento delle sue funzioni. Come ho già dichiarato posso dire che sono certo che otterrò giustizia presso la Corte di Giustizia Europea, ma speravo e continuo e sperare, che i miei diritti possano essere garantiti in Italia”.

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