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Bambina morta a 5 mesi per droga, genitori davanti al gup

Avevano fatto di tutto i medici per salvare la vita, ma il cuoricino di Mia smise di battere, poco tempo dopo l’arrivo all’ospedale Santa Croce di Castelnuovo Garfagnana. Era la notte del 7 gennaio del 2015, quando la bambina di appena 5 mesi morì all’ospedale, dove era stata portata dai suoi genitori, dopo una violenta crisi fatta di spasmi e vomito. Sua madre e suo padre, pure sconvolti e sotto choc per l’accaduto, sono però ritenuti dalla procura i responsabili della morte della bambina, una tragedia che impressionò grandemente tutta la Lucchesia. Secondo il sostituto procuratore Salvatore Giannino che ne ha chiesto il rinvio a giudizio la mamma Jessica, 38 anni, di Castelnuovo, e il papà Roberto, 33 anni, originario di Pisa ma da tempo abitante in Garfagnana, avrebbero provocato, pur indirettamente e involontariamente, la morte di Mia. Con queste pesanti accuse i due genitori dovranno comparire domani (10 settembre) di fronte al giudice per le udienze preliminari che dovrà decidere se mandarli a processo o archiviare il caso.

Per l’accusa, dietro la morte della piccola c’era la droga: Mia sarebbe stata intossicata dagli stupefacenti assunti dalla madre durante la gravidanza. Droga che per gli inquirenti forniva alla donna il compagno, quest’ultimo accusato del reato di morte in conseguenza di un altro reato. La mamma di Mia invece è alla sbarra per omicidio colposo. Per il pm il suo comportamento avrebbe determinato l’epilogo tragico della brevissima vita della bambina.
A nulla erano serviti i disperati tentativi di rianimarla da parte del personale medico e paramedico del pronto soccorso, dove la bambina di appena cinque mesi era stata condotta in arresto cardiaco da un’ambulanza del 118 attorno a mezzanotte e mezza.
La coppia, che non era sposata, conviveva da qualche tempo nella casa dove vive anche la nonna, che è però invalida e non era presente quando la bambina aveva accusato i primi problemi di salute. Mia – avevano raccontato i genitori agli inquirenti – aveva iniziato a vomitare, senza smettere. Jessica e Roberto le avevano provate tutte, consultandosi anche con un pediatra dell’ospedale di Barga. Ma avevano atteso a chiamare il 118, pensando che sarebbe tutto passato. Quando si erano resi conto che la bambina aveva difficoltà anche a respirare avevano telefonato chiedendo i soccorsi. Purtroppo era stato inutile.
I primi malesseri di Mia. Un vomito che non si fermava in nessun modo. Erano stati minuti di terrore per i genitori della piccola Mia, che aveva cominciato a stare male qualche giorno prima della morte. Inizialmente, secondo quanto è stato raccontato ai carabinieri. I due avevano anche contattato un pediatra dell’ospedale di Barga, per un consulto telefonico. Mamma e papà avevano così eseguito le istruzioni del medico, per cercare di far cessare il rigurgito della piccola Mia. Ma la situazione, invece di migliorare, era precipitata.
La morte. Una volta arrivata al pronto soccorso del Santa Croce, il personale medico e paramedico aveva iniziato le procedure di rianimazione, tentando di tutto per salvare la vita alla piccola Mia. Per un’ora i medici avverbi cercato di rianimarla, ma inviano. Era in condizioni, purtroppo, disperate.

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