Lo accusa di molestie ma era lei la stalker

Lo ha accusato di perseguitarla, quando in realtà era lei la stalker, già colpita da un divieto di avvicinamento all’ex compagno, non accettando la fine della loro storia. Ma la 32enne di origini tedesche ha superato ieri il Rubicone delle sue molestie, arrivando a chiamare il 113 inscenando una storia che le si è alla fine ritorta contro facendola addirittura finire in manette per stalking.

Alcuni giorni fa la donna ha avvisato il 113 di queste presunte persecuzioni e pur di colpire l’uomo, abitante in Lucchesia e suo ex fidanzato, per il quale ha perso la testa senza essere più corrisposta, stando al resoconto investigativo, avrebbe letteralmente recitato davanti agli agenti del commissariato di Viareggio intervenuti sul posto affermando di essere una vittima e di aver subito continui atti persecutori e addirittura il furto della borsa. Ma col passare del tempo gli agenti iniziano a nutrire i primi dubbi sul racconto della donna, sia per il contenuto sia per il comportamento. Ma la donna insiste e la polizia inizia le prime verifiche. Dopo aver raccolto anche altre testimonianze e dopo aver seguito in un primo momento la pista fornita dalla donna si è passati inevitabilmente ai controlli su tutto e tutti. Dalle verifiche effettuate sul nominativo della donna è emerso un quadro differente. La donna aveva infatti già avuto diversi ammonimenti e di recente era stata denunciata ai carabinieri da quell’uomo che come unica colpa ha quella di non ricambiare i sentimenti e le attenzioni nei suoi confronti. Tra l’altro gli inquirenti hanno anche ricostruito un quadro di molestie subite dall’ex fidanzato e dalla sua nuova compagna: secondo l’accusa la 32enne di origini tedesche avrebbe perseguitato l’ex anche per telefono e la sera prima dell’ultimo episodio sarebbe stata vista nei pressi del luogo di lavoro della nuova compagna del suo ex.
Dopo alcune ore il puzzle si è ricomposto quasi interamente e la donna è stata tratta in arresto per simulazione di reato con l’aggravante di non aver ottemperato alle disposizioni delle autorità giudiziarie che le avevano imposto comportamenti diversi nei confronti di quell’uomo che era ormai diventata una vera e propria ossessione. La donna è a disposizione dei giudici lucchesi e sarà giudicata col rito della direttissima. Gli inquirenti hanno chiesto ai giudici la conferma dell’arresto e il divieto di avvicinamento e contatto nei confronti dell’uomo. Il processo per direttissima di ieri è stato rinviato al prossimo 4 dicembre ma intanto alla donna è stato confermato il divieto di avvicinamento all’uomo e di dimora in Toscana.

Vincenzo Brunelli

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