Il superbatterio mette ko il S. Luca: ‘Poco personale’

“L’ospedale San Luca è al collasso”. Colpa secondo Nursind del batterio New Delhi che ha reso “insostenibile” il lavoro nell’area medica del nosocomio. “I reparti stanno scoppiando – affermano il segretario territoriale Roberto Pasquinelli e la segretaria amministrativa Teresa Porta di Nursind -, i pazienti da isolare positivi ai nuovi superbatteri
resistenti agli antibiotici sono sempre più numerosi. La situazione, crediamo che stia sfuggendo di mano e la direzione non ha compreso che
per assistere questa tipologia di pazienti è necessario più personale”.

Un nuovo appello che arriva dal sindacato degli infermieri e che riguarda soprattutto l’area medica: “Non è possibile continuare in questo modo – prosegue il sindacato -, a malapena hanno aumentato un oss nelle 12 ore diurne nella sola cellula dedicata dove sono ricoverati 13 dei 25 pazienti infetti. Una goccia, palesemente insufficiente per la
tipologia di assistenza da erogare. Hanno lasciato invariata la dotazione organica del turno notturno non considerando assolutamente l’aumento delle attività da svolgere. Il personale è stremato, durante il giorno e la notte è un continuo spostamento di pazienti da un settore all’altro, in quanto la cellula dedicata è insufficiente ed i degenti vengono ricoverati anche negli altri setting dove non sono presenti persone affette da questa malattia infettiva”.
Ma non finisce qui, secondo Nursind: “Nel setting B, dove è presente la cellula dedicata per questa tipologia di pazienti, ieri erano presenti ben 16 degenti isolati e questo significa che il personale ogni volta che entra in una stanza deve vestirsi con camice, cappellino, maschera e talvolta anche sovrascarpe per poi rispogliarsi subito a fine trattamento e così  via per le svariate volte che è necessario prestare cura a quel paziente. Altro aspetto da considerare è l’incolumità degli operatori sanitari che si trovano in stretto contatto con questa tipologia di pazienti affetti da malattia infettiva, in particolar modo, ci sembrerebbe opportuno sottoporre gli stessi operatori ad accertamenti diagnostici, per prevenire ulteriori contagi e salvaguardare la salute di tutto il personale addetto all’assistenza coinvolto. Abbiamo già fatto presente alla direzione che la situazione non può rimanere allo stato attuale, abbiamo richiesto la presenza di almeno 1 infermiere ed 1 oss ogni 6 pazienti per tutti i turni lavorativi nelle 24 ore, ma l’azienda non è intervenuta, non facendosi carico della problematica. Nel setting C, che non sarebbe dedicato al ricovero di pazienti infetti, nel turno notturno, 1 infermiere deve occuparsi e dare assistenza a ben 12
pazienti, di cui 5 isolati e non è prevista la presenza nemmeno di un operatore oss. Una situazione non più tollerabile. Non vogliamo assolutamente creare allarmismo nei cittadini perché l’assistenza viene comunque garantita, grazie alla disponibilità ed il sacrificio del personale che però ora ha raggiunto il limite di sopportazione. Chiediamo all’azienda un intervento urgente ed il raddoppio dei turni lavorativi del personale presente, se vogliamo davvero affrontare questa situazione l’azienda deve assumere personale e consentire l’erogazione dell’assistenza necessaria. Siamo pronti a proclamare lo stato di agitazione del personale infermieristico e oss se l’azienda non interviene immediatamente in questa
situazione e non convoca un tavolo per discutere della problematica a garanzia e rispetto delle disposizioni regionali per la tutela della collettività”.

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