Cosplay con croci uncinate, bufera social sul video

Qual è il limite, se c’è, tra rievocazione storica e quindi fedele, per quanto possa essere cruda, riproduzione di quello che dovrebbe soltanto essere un innocuo gioco, e apologia? Se quel limite c’è certo appare sottile. Il dilemma è quello che serpeggia sui social attorno ad un video (del gruppo We love favelas) che ha per protagonisti un paio di ragazzini (forse minorenni) che vestono l’uniforme delle Ss, con la croce uncinata al braccio. Sono a fianco di un carro armato, su cui sventola bandiera inglese, ma lo scenario non è quello della seconda guerra mondiale ma quello di una Lucca invasa dal popolo dei Comics. Un cosplay come tanti altri o una provocazione, che sfocia in qualcosa di più grave? 

Il caso è sorto per la decisione del gruppo di mettere in scena dal vivo un noto videogioco sul baluardo San Regolo: lo confermano alcuni dettagli, non soltanto le divise, ma anche la presenza del carro armato con bandiera inglese.
I commentatori del video sono per l’appunto divisi, ma non credono alle vie di mezzo. C’è chi prende le difese dei ragazzi e riconduce tutto alla “necessità” di una rievocazione fedele e alla decisione di un gruppo di appassionati di far prendere vita al loro videogioco preferito, c’è chi invece condanna: quella è apologia del nazismo. I due ragazzi restano imperturbabili nel video. Non fanno una mossa, ma ci sono persone che li difendono: non vede, dicono ad un uomo che constata il fatto scandalizzato, che sono ragazzi e stanno facendo una rievocazione? L’uomo non la pensa così. Accento toscano, forse livornese, non ha dubbi: “Quella è una bandiera con una svastica”. “Vai a fare un giro”, risponde un altro signore tenendo in braccio un bambino. A fianco a lui c’è una donna, che insiste e difende i giovani. “Questo è soltanto un gioco”. In mezzo alla folla dei Comics, si sentono le grida di protesta. Arrivano altre persone, un uomo si avvicina ai ragazzi schierati e ne abbraccia due. Sventolano le bandiere. “Questo voi lo chiamate un gioco?”, insiste l’uomo che protesta vivamente.
C’è voluto poco perché, una volta postato su Facebook, il video diventasse virale. Una valanga i commenti lasciati sotto al post. Tra quanti fanno notare che quella è la “semplice” e “legittima” riproduzione di un videogioco in un contesto invaso da cosplayer come Lucca Comics e chi invece prende la cosa molto sul serio e condanna l’idea di quei ragazzi. Di sicuro un video – che decidiamo di non pubblicare – che continuerà a far discutere. Del tema, dopo il polverone, si è occupata anche la Digos, che avrebbe identificato i cosplayer (o provocatori, questo si capirà) per capire l’intento del gesto.

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