Agenti aggrediti in carcere dai detenuti

Riesplode la tensione all’interno del San Giorgio, dove si devono registrare nuovi episodi di violenza, con detenuti che hanno aggredito personale di polizia penitenziaria. Nella mattinata, un detenuto ha divelto la cornice in ferro della finestra della cella e ha tentato di aggredire l’gente di sezione; vista tale situazione di pericolo, la Direzione ha autorizzato l’uso della forza fisica e si è posto fine al comportamento violento del detenuto.

Nel pomeriggio di oggi, invece, intorno alle 17,30, nel carcere di Lucca, un detenuto di origini straniere, con problemi psichiatrici, opponendo resistenza ad alcuni agenti che sono intervenuti visto che stava distruggendo la cella, ha aggredito i poliziotti penitenziari intervenuti, alcuni dei quali hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso.
A dare la notizia è il segretario generale dell’Osapp Leo Beneduci: “Ancora episodi di violenza nel carcere di Lucca che, da un mese a questa parte – osserva -, è continuamente sottoposto a vari episodi di violenza da parte di detenuti soprattutto di origine magrebina. Oltre che per motivi di ordine e sicurezza le condizioni di lavoro del personale di polizia Penitenziaria nelle carceri Italiane sono più che critiche e oltre agli evidenti rischi per l’incolumità fisica degli addetti del corpo la situazione è resa ancora più precaria da una gravissima carenza di organico che rende pressoché impossibile fare fronte ai molteplici eventi critici che quotidianamente accadono. Ovviamente – prosegue il leader dell’Osapp – oltre ai già tanti problemi relativi all’ordine e alla sicurezza degli istituti penitenziari della Repubblica, esiste e si aggrava sempre di più, le problematiche relative ai detenuti con problemi psichiatrici e questo, anche grazie alla legge Marino e alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Peraltro, ancora attendiamo – conclude Beneduci – la circolare sugli eventi critici e in particolare sulle aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria, promessa mesi fa dal capo Dap Basentini. Non vorremmo che, ove esistesse, la bozza fosse stata inviata al Garante nazionale dei diritti dei detenuti per un parere che non deve essere richiesto e a questo punto neanche voluto”.

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