Animali uccisi o maltrattati, a Lucca 63 denunciati

I dati Lav: 4 i casi in cui le sevizie hanno portato alla morte dell'animale

Diciannove procedimenti con 4 indagati per uccisione di animali. E’ il dato che spicca in negativo fra quelli diffusi da Lav sui maltrattamenti di animali in provincia di Lucca. Al quadro si aggiungono altre cifre poco confortanti: 24 procedimenti con 16 indagati per maltrattamento di animali, altri 2 procedimenti a carico di ignoti per spettacoli e manifestazioni vietati.

Nel 2018 ci sono stati anche 2 procedimenti a carico di ignoti per uccisione di animale altrui. Altra piaga è quella degli abbandoni: sono stati infatti 17 i procedimenti con 17 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili.
Altri 27 procedimenti hanno visto indagate 25 persone per reati venatori o relativi alla fauna selvatica. A questo si somma 1 procedimento con 1 indagato per traffico di cuccioli.

In totale 92 procedimenti e 63 indagati. Rispetto al 2017, i procedimenti sono diminuiti del -12,3%, passando da 105 a 92, e gli indagati del -17,1% passando da 76 a 63.

I dati sono stati presentati stamattina (11 dicembre), nella sala dei Marmi di Firenze, i dati relativi ai crimini contro gli animali registrati in Toscana nel 2018. Uccisione e maltrattamento di animali, combattimenti tra animali, abbandono di animali, traffico di fauna selvatica, bracconaggio, traffico di cuccioli: sono questi i reati contro gli animali che emergono dal Rapporto Zoomafia 2019 Vent’anni di antizoomafia, redatto dal dottor Ciro Troiano, criminologo e responsabile Osservatorio nazionale zoomafia Lav. Il rapporto, alla sua ventesima edizione, analizza lo sfruttamento criminale di animali avvenuto nel 2018. L’edizione 2019 del Rapporto Zoomafia ha avuto il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto.

Proiettando la media dei dati pervenuti su scala regionale, si può stabilire con stima approssimativa che in Toscana, nel 2018, sono stati registrati circa 700 procedimenti per reati contro gli animali (circa il 7,16% di quelli nazionali), con un’incidenza pari a 18,62 procedimenti ogni 100.000 abitanti; e circa 415 indagati (circa il 7,07% di quelli nazionali), con un tasso di 11,04 indagati ogni 100.000 abitanti.
Nelle 8 procure in esame, nel 2018 rispetto al 2017, c’è stato un aumento dell’+8,3% dei procedimenti e del +18,7 degli indagati.

“La Toscana per la sua posizione rappresenta un nodo importante per i traffici di animali. Non bisogna dimenticare, infatti, che sono state portate a termine diverse indagini sul traffico di cuccioli che hanno fatto emergere vere e proprie organizzazioni dedite a tale delitto, come pure, soprattutto in passato, inchieste sui combattimenti tra cani, con sequestri di allevamenti abusivi, che vedevano attivi gruppi organizzati e diramati a livello nazionale. – dichiara Troiano – Preoccupante anche l’attività venatoria di frodo, perpetrata a danno di specie protette e portata a termine con mezzi illegali, e la cattura e il traffico di uccelli vivi. Vittime dei bracconieri animali rarissimi come l’Ibis eremita, di cui si sono registrati diversi abbattimenti degli ultimi anni. Il bracconaggio ittico, invece, sta registrando la presenza di gruppi di stranieri organizzati dediti alla pesca di frodo nelle acque interne”.

Per quanto riguarda la procura del tribunale per i minorenni di Firenze nel 2018 sono stati registrati un procedimento per uccisione di animali con un indagato e due procedimenti con quattro indagati per maltrattamento di animali. Si tratta del 9,6% dei procedimenti e del 13,5% degli indagati registrati a livello nazionale a carico di minorenni. “Desta preoccupazione – continua Troiano – il dato relativo ai reati commessi da minorenni, indice di insensibilità e di mancanza di empatia nei riguardi della sofferenza altrui. Infatti, il tema della violenza nei riguardi degli animali è strettamente collegato al tema della violenza nei riguardi degli esseri umani e dei comportamenti antisociali in genere. L’esposizione continua a forme di violenza, anche se solo come spettatori, può portare alla desensibilizzazione nei riguardi della sofferenza e all’assuefazione alla violenza stessa. Ricordiamo, inoltre, che sicuramente il numero dei casi agiti da minorenni è maggiore di quelli denunciati, come, purtroppo, altri indicatori suggeriscono”.

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