Presta denaro a tassi usurai ad una professionista in guai finanziari: 58enne a processo

Il gup lo ha rinviato a giudizio per cifre prestate a interessi fino al 32%

L’usura è una piaga anche in provincia di Lucca e lo dimostrano i dati delle indagini delle forze dell’ordine. Ma non sempre gli “strozzini” hanno l’aspetto del criminale senza scrupoli. Purtroppo, sempre più spesso, si nascondono dietro ad un’apparenza di disponibilità e cortesia.

Lo sa una donna lucchese, libera professionista, che, qualche anno fa, all’inizio del 2014 si era ritrovata in gravi difficoltà economiche, legate al lavoro e alla gestione della situazione familiare. Una necessità di denaro contingente che però le aveva fatto chiudere tutte le porte in faccia: niente prestiti o mutui dalle banche.

E’ così che, stando alle indagini della procura, è incappata in un 58enne che si è offerto di darle una mano e di risolvere l’assillo di pagamenti che doveva effettuare per evitare il dissesto economico. Lui, però, residente a Viareggio, aveva, evidentemente, subito compreso di avere davanti una imprenditrice disperata.

E ne ha, per l’accusa, approfittato. Ora però dopo essere stato denunciato la procura di Lucca ha chiesto il rinvio a giudizio. Nei giorni scorsi il gup Antonia Aracri lo ha rinviato a processo: la prima udienza si terrà il prossimo 7 aprile davanti al tribunale in composizione collegiale.

Il primo “contatto” fra i due risale al 15 febbraio del 2014. La donna ottiene dal 58enne un prestito di 4mila euro, da restituire però nel mese di luglio con un tasso di interesse usuraio, che applicava il 24,29% degli interessi con un profitto calcolato dagli inquirenti pari a 400 euro.

Quei soldi però non erano riusciti a risolvere la situazione economica della vittima di usura, tanto che solo pochi giorni dopo la donna chiede un altro prestito di 3mila euro da pagare entro agosto. In questo caso avrebbe dovuto restituire la cifra più altri 400 euro, con un tasso del 32% di interessi.

Non è finita qui la lista, perché l’ultima richiesta di denaro risale al 30 marzo di quell’anno: altri 2.900 euro presi in prestito con la promessa di restituire gli interessi pari a 350 euro.

Alla fine la donna, esasperata dalla situazione, ha portato alla luce la sua condizione. E adesso la parola su tutta questa vicenda spetta ai giudici.

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